20:43 29 Settembre 2020
Politica
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Matteo Salvini ribadisce la linea dura del suo partito nei confronti degli esponenti in carica che hanno fatto richiesta e ottenuto il bonus destinato ai titolari di partite IVA.

Intervenendo ai microfoni di Agorà su Rai3, il segretario della Lega Matteo Salvini ha annunciato provvedimenti nei confronti di quei parlamentari e consiglieri del partito che abbiano usufruito del bonus da 600 euro per le partite Iva.

"Ho già dato indicazioni che i parlamentari della Lega coinvolti nella vicenda dei bonus Iva siano sospesi e non possano essere ricandidabili", ha dichiarato il leader del Carroccio.

Salvini ha quindi promesso inflessibilità nei confronti di coloro che hanno sbagliato, chiedendo lo stesso da parte degli altri partiti:

"Se qualcuno sbaglia in casa mia io sono inflessibile. Mi auguro che anche gli altri partiti politici siano egualmente fermi per dare un segnale di rispetto", ha aggiunto.

In conclusione l'ex ministro degli Interni ha lanciato una frecciatina nei confronti dell'Inps, domandandosi come sia stato possibile che alcuni personaggi della politica abbiano avuto accesso al bonus quando molti imprenditori hanno avuto problemi nell'ottenerlo

"Mi domando come l'Inps che ha negato i 600 euro a tanti piccoli imprenditori e a tante partite Iva e che non ha mai pagato la cassa integrazione a migliaia di lavoratori italiani sia riuscita a pagarla ai parlamentari senza accorgersi di nulla, c'è qualcosa che non funziona non solo in Parlamento ma anche all'Inps. Chiederemo a Tridico perché non ha pagato la cassa integrazione e ha pagato i bonus ai parlamentari", ha concluso Salvini.

Lo scandalo dei "furbetti del bonus"

Sono già diversi i politici che hanno fatto outing dopo aver ricevuto il bonus da 600 euro per le partite Iva, come la consigliera comunale milanese della lista Milano Progressista, Anita Pirovano, che ha ammesso di aver chiesto il bonus perché non vive di politica e l'emergenza Covid ha intaccato il proprio reddito, o Ubaldo Bocci, coordinatore del centro destra di Firenze, che al Corriere ha detto di aver chiesto e ottenuto il bonus, poi devoluto in beneficenza ad una associazione di disabili. 

In Veneto compaiono quelli dei consiglieri Riccardo Barbisan e Alessandro Montagnoli e del vice presidente della giunta Gianluca Forcolin. La notizia sarebbe confermata da fonti interne del Carroccio. In Lombardia è stato invece un sindaco di un comune del comasco, Federico Broggi, ad ammettere di aver usufruito del bonus. Il presidente Zaia aveva chiesto trasparenza e provvedimenti all'interno del partito chi ha percepito il bonus. 

Nella serata di ieri, intanto, è arrivato il via libera da parte del Garante della Privacy alla pubblicazione dei nomi di tutti i "furbetti" del bonus.

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