22:40 21 Settembre 2020
Politica
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Sta facendo discutere il caso legato alla consigliera comunale di Milano Anita Pirovano, che si è autodenunciata dopo aver usufruito del bonus Covid per le partite Iva.

Anita Pirovano, consigliera comunale a Milano per la lista "Milano progressista", ha deciso di autodenunciarsi con un post pubblicato sulla propria pagina Facebook dopo aver richiesto all'Inps il bonus Covid per le partite Iva.

"Non vivo di politica perché non voglio e non potrei. Ho un mutuo, faccio la spesa e mantengo mia figlia - ha scritto la Pirovano definendo "surreale" il fatto "che una misura di sostegno al reddito che non preveda nessuna soglia di reddito".

La consigliera ha quindi comunicato di essere recentemente venuta a conoscenza della vicenda del bonus incassato da cinque deputati e del fatto che "sarebbero coinvolti addirittura duemila persone tra assessori regionali, consiglieri regionali e comunali, governatori e sindaci". Da qui la decisione di "autodenunciarsi" e di fare chiarezza in anticipo, spiegando le motivazioni che l'hanno portata a richiedere il bonus:

"Ho studiato fino al dottorato e all'esame di stato per diventare psicologa e ricercatrice sociale, professione in cui negli ultimi tempi mi sembra spesso di essere 'più utile' alla società che in Consiglio comunale (attività a cui comunque dedico tutto il tempo non lavorato e la passione di cui sono capace). Tutto ciò premesso qualcuno magari anche più lucido e meno incazzato di me, mi spiega perché da lavoratrice (e la politica non è un lavoro per definizione) non avrei dovuto fare richiesta di una misura di sostegno ai lavoratori destinata perché faccio anche politica? Considerato ovviamente che pur lavorando tanto ed essendo componente di un'assemblea elettiva (il che non mi garantisce né un'indennità né banalmente i contributi Inps) ho un reddito annuo dignitoso e nulla di piu'".", ha proseguito la consigliera.

La Pirovano ha quindi di fatto invitato a non fare di tutta l'erba un fascio, spiegando come nella vicenda potrebbero essere coinvolti indiscriminatamente anche sindaci e consiglieri di piccoli comuni italiani, i quali svolgono una funzione pubblica importante a fronte di poche centinaia di euro di indennità:

"Mi arrabbio ancor più se penso che nel calderone dei 2000 probabilmente sarà stato tirato in causa anche qualche sindaco (accomunato ai parlamentari o ai consiglieri regionali dal comune impegno politico ma non dal conto in banca) di un piccolissimo comune con una grandissima responsabilità pubblica e un'indennità di poche centinaia di euro annue", ha dunque concluso.

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