21:36 19 Settembre 2020
Politica
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Il capo politico del movimento cinquestelle chiede trasparenza per individuare i cinque deputati, tre della Lega, uno del M5S e uno di Italia viva, che hanno usufruito del bonus 600 euro destinato alle partite Iva e alle imprese in difficoltà per l'emergenza.

"Un fatto così grave non può passare senza conseguenze", dichiara il reggente del movimento, Vito Crimi. "Se non dovesse palesarsi spontaneamente chi ha richiesto il bonus, chiederò a tutti i nostri parlamentari di sottoscrivere una dichiarazione per autorizzare l'Inps a fornire i dati di chi ha usufruito del bonus", aggiunge.

In parlamento è già caccia ai cosiddetti furbetti del bonus. Si tratta di cinque i parlamentari, tre leghisti, un pentastellato e un renziano, e 2mila tra consiglieri regionali e comunali, governatori e sindaci che hanno usufruito del bonus delle 600 euro, inserito nel decreto Cura Italia per sostenere partite Iva e imprese in difficoltà per l'emergenza Covid, secondo quanto ha rivelato ieri La Repubblica. 

I loro nomi sono tutelati dalla legge sulla privacy e quindi l'Inps non può rivelarli. Crimi chiede che la trasparenza prevalga sulla riservatezza e chiede alle altre forze politiche di muoversi "nella stessa direzione. Lo dobbiamo a chi sta soffrendo le dure conseguenze di questa pandemia". 

In precedenza aveva chiesto le dimissioni da parlamentare dell'onorevole grillino coinvolto nello scandalo, oltre alla confessione. 

"Mi auguro non sia vero che tra i 5 parlamentari che hanno richiesto il bonus Inps possa esserci qualcuno del Movimento 5 Stelle. Se così fosse, chiunque sia, sappia che oltre alla "confessione" è meglio che presenti anche le dimissioni da parlamentare. Per me è già fuori dal MoVimento", scrive in un tweet.

​Dal canto suo il deputato grillino Stefano Buffagni si dice "pronto a firmare dichiarazione ad INPS sulla mia rinuncia alla privacy: lo devono fare tutti i parlamentari!!!".

"La trasparenza su chi ha avuto la faccia tosta di richiedere quelle somme è fondamentale. Se il problema è la norma sulla Privacy, raccolgo la proposta di Vito Crimi firmiamo tutti la rinuncia alla privacy e rispondiamo in trasparenza davanti agli italiani!!!", scrive in un post di Facebook. 

Secondo quanto riferisce a Repubblica Alfonso Celotto, professore di diritto Costituzionale all’università RomaTre,  “l’obbligo di trasparenza prevale sul diritto alla riservatezza individuale” e “acquista un rilievo maggiore perché riguarda i rappresentanti delle istituzioni”.

Per Celotto è sufficiente apporre un emendamento al Decreto Semplificazioni per la pubblicazione di tutti i nomi dei beneficiari degli aiuti statali durante l'emergenza COVID-19. 

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Coronavirus, Misure, Italia
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