17:51 29 Settembre 2020
Politica
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Giù le mani dallo Ius sanguinis, gli italiani nati all'estero sono italiani anche se alla 5° o 7° generazione. Il Maie è pronto a uscire dalla maggioranza di governo se si tocca il principio.

Lo Ius sanguinis è il diritto a essere italiano e quindi a possedere la cittadinanza italiana per il fatto stesso di discendere da un italiano che ormai vive all’estero da lungo tempo.

Su questo tema in Parlamento pare che si sia trovato il tempo per discuterne e c’è chi vorrebbe modificare la normativa perché così com’è strutturata, è un “macello”.

Ma sull’argomento interviene il Sottosegretario agli Esteri con delega agli italiani nel mondo, Ricardo Merlo, senatore eletto con i voti degli italiani all’estero che hanno votato il Movimento associativo italiani all’estero (Maie), e di cui egli è il presidente.

“Penso che sia un errore madornale e chi propone di limitare il ‘diritto di sangue’ lo fa perché evidentemente non conosce la realtà dei fatti. Tagliare le generazioni dello ius sanguinis significa arrecare un danno incalcolabile, economico e culturale, al Paese. Il riconoscimento dello ius sanguinis non solo è sostenibile, al contrario di quanto afferma qualcuno, ma genera ingenti profitti per l’economia italiana.”

Questa la posizione del senatore Merlo che ne ha parlato ieri 7 agosto in una intervista telefonica rilasciata al quotidiano online Italia Chiama Italia, che da oltre un decennio mette in connessione tra loro gli italiani all’estero con l’Italia.

Pronto a uscire dalla maggioranza

Il sottosegretario Merlo avverte che lui e il suo piccolo partito sono pronti ad abbandonare la maggioranza se in Parlamento dovesse essere presentato un disegno di legge che modifica la normativa.

“Senza dubbio, se in Parlamento dovesse arrivare una proposta contraria al principio dello ius sanguinis, noi come MAIE voteremo contro, senza se e senza ma, indipendentemente dalle conseguenze politiche. Per noi lo ius sanguinis è un principio che è dentro il nostro programma, il nostro statuto, fa parte dei nostri valori. Di più: lo ius sanguinis fa parte del Dna del MAIE.”

Ok a una riforma alla Salvini

Il senatore, ora parte della maggioranza giallorossa, si dice invece favorevole a un piccolo ritocco che definisce “riforma alla Salvini” e spiega cosa intende dire.

“Matteo Salvini, da vicepremier e ministro dell’Interno, ha inserito, per ciò che riguarda la cittadinanza italiana per matrimonio, il requisito di dover conoscere la lingua italiana. Se parli e scrivi correttamente la nostra lingua, e per dimostrarlo devi presentare il famoso certificato B1, puoi ottenere la cittadinanza. Altrimenti no. Così rafforzeremmo lo ius sanguinis. Ecco, si potrebbe pensare alla stessa formula, ma solo a partire dalla terza generazione, dai pronipoti. Naturalmente, per quanto riguarda figli e nipoti il diritto alla cittadinanza ius sanguinis sarebbe automatico.”

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