09:40 05 Agosto 2020
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All'inizio di questa settimana, il Ministero degli Esteri turco ha criticato una decisione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC) che ha esteso il mandato di una forza di mantenimento della pace sull'isola di Cipro.

Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo cipriota, Nicos Anastasiades, hanno tenuto una conversazione telefonica sulla situazione nel Mediterraneo orientale e sulle prospettive di risoluzione della disputa tra greco-ciprioti e turco-ciprioti, ha detto giovedì il Cremlino. I colloqui si sono svolti su iniziativa di Cipro.

"Hanno discusso la problematica regionale, inclusa la situazione nel Mediterraneo orientale e le prospettive della risoluzione delle controversie di Cipro", ha dichiarato il Cremlino in una nota.

I presidenti hanno inoltre sottolineato la necessità di "migliorare il quadro giuridico contrattuale delle relazioni bilaterali, anche in materia di finanza e investimenti", ha aggiunto il Cremlino.

Putin e Anastasiades hanno confermato l'impegno a "rafforzare ulteriormente i legami commerciali, economici e umanitari tra i due paesi".

All'inizio di questa settimana, il Ministero degli Esteri turco ha criticato una decisione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC) che ha esteso il mandato di una forza di mantenimento della pace sull'isola di Cipro. Secondo il ministero, l'estensione del mandato per sei mesi senza il consenso dei turco-ciprioti è una violazione delle regole e dei principi delle Nazioni Unite. La forza di pace delle Nazioni Unite a Cipro (UNFICYP) deve prendere un accordo legale con le autorità turco-cipriote riguardo alla sua presenza sull'isola, ha detto il ministero.

Il ministero ha aggiunto che Ankara ha ripetutamente sottolineato che le questioni relative al Mediterraneo orientale possono essere risolte attraverso la cooperazione sulle risorse d'idrocarburi tra turco-ciprioti e greco-ciprioti. Cipro afferma che la perforazione della Turchia nel Mediterraneo orientale è una violazione delle sue esclusive zone economiche. Anche l'Unione europea è preoccupata per la questione e ha introdotto sanzioni contro gli individui e le società coinvolte nella perforazione. La Turchia insiste sul fatto che le trivellazioni servono gli interessi dei turco-ciprioti che vivono nel nord dell'isola.

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Turchia, Cipro
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