19:50 14 Agosto 2020
Politica
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Il leader della Lega Matteo Salvini si dice sereno e attende il voto del Senato sull'autorizzazione a processarlo in riferimento al caso della Open Arms. Servini 160 voti per evitare il processo.

Quest’oggi il Senato è chiamato a votare la richiesta di autorizzazione a procedere contro il senatore Matteo Salvini, che secondo il tribunale dei ministri di Palermo nell’agosto del 2019 avrebbe sequestrato 164 persone a bordo della nave della Ong Open Arms per 19 giorni e commesso altri reati amministrativi di rilevanza penale connessi alla vicenda.

Sono ore di attesa perché se il Senato dovesse approvare l’autorizzazione, per Salvini si profilerebbe il secondo rinvio a giudizio per un caso simile. Il precedente rinvio a giudizio lo ha ricevuto per il caso della nave Gregoretti della Guardia Costiera.

Al senatore Salvini servono 160 voti contrari alla richiesta per risparmiarsi questo secondo processo penale. Servirebbero quindi i voti anche di senatori della maggioranza e/o di gruppi politici non schierati come il Gruppo misto per evitare il processo.

La Lega e Salvini sperano in particolare in Italia Viva, che non ha ancora sciolto la riserva. Quest’oggi sarà lo stesso Matteo Renzi a intervenire sul caso e a dire se quello del suo partito sarà un pollice verso o della salvezza.

Tornando alla conta, a Salvini mancherebbero non tanti voti per raggiungere il fatidico numero di 160. L’ex alleato di governo, i grillini, potrebbero far diventare la questione politica e schierarsi per questo compatti contro il leader del carroccio, ma non è detto che non si possano verificare delle “defezioni”.

Il voto nella giunta per le immunità

Nella Giunta per le immunità del Senato, grazie al passaggio di una pentastellata tra le fila della Lega, il voto era stato a favore di Salvini. Un voto a suo favore, da notare, grazie anche all’astensione dei membri di Italia Viva.

Salvini si dice sereno

“Difendere l’Italia non è reato: ne sono orgoglioso, lo rifarei e lo rifarò”, è questa la posizione mediatica di Salvini.

Leggendo però la memoria difensiva preparata insieme ai legali, si legge che dall’esame dei fatti accaduti “non può ritenersi sussistere nessuna violazione di norme penali in quanto la condotta che mi viene contestata è insussistente”, scrive Salvini con i suoi legali.

E in un passaggio successivo tira dentro anche tutto il governo di allora:

“...essa altro non è che un’automatica conseguenza delle scelte politiche effettuate dall’intera compagine governativa nel perseguimento dell’interesse pubblico”.

Per interesse pubblico Salvini intende una corretta gestione dei flussi migratori e la tutela dell’ordine pubblico.

Salvini nella memoria tira in ballo anche le relazioni internazionali con gli altri Stati e scrive di “prerogative costituzionali dello Stato italiano sulla scorta delle relazioni internazionali e del diritto internazionale in condizione di parità con gli altri Stati”.

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Tags:
redistribuzione migranti, Crisi dei migranti, Matteo Salvini
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