10:48 05 Agosto 2020
Politica
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Per la seconda carica dello Stato il Parlamento dovrà avere un ruolo centrale nella partita per assegnare i fondi europei e decidere le riforme.

"L'accordo sul piano per la ripresa è solo il primo tempo della partita. Ora la palla ce l'ha l'Italia che deve essere all'altezza. Bisogna presentare un programma di riforme concrete e credibili che al momento non c'è", dice Maria Elisabetta Casellati, presidente del Senato, in una intervista al Messaggero, che ribadisce la centralità del Parlamento per decidere sulle riforme.

"Gli esperti, che oggi sono già 500, hanno ovviamente un'importante funzione di consulenza, ma è il Parlamento il primo, unico e insostituibile interlocutore del governo", precisa la Casellati. Il Parlamento dovrà "essere il protagonista di ogni tappa del processo decisionale nel piano delle riforme" in quanto "solo alla politica" spetta "la responsabilità di ricostruire il Paese".

Stato di emergenza

Sulla proroga dello stato di emergenza, "finalmente l'esecutivo ascolterà il parere del Parlamento" dopo averlo "dichiarato in solitudine" a fine gennaio,  il presidente del Senato esprime dei dubbi su "come si concili la proroga" con una situazione epidemiologica "sotto controllo", con gli ospedali "quasi liberi" dal COVID-19.

La Casellati critica l'utilizzo massiccio dei Dcpm durante l'emergenza perché avrebbero reso il Parlamento "invisibile"e  "svuotato dalla funzione legislativa attribuita dalla Costituzione" e mandato la "democrazia in soffitta". "Dall'inizio di questa legislatura il governo procede a una suon di decreti legge, il più delle volte approvati con voti di fiducia e sempre più frequentemente esaminato da solo da una Camera". Come il decreto Rilancio una "una vera e propria manovra finanziaria di circa 300 articoli" su cui il Senato "non ha toccato palla". 

Le tre L, la ricetta per il rilancio

Lavoro, liquidità, liberazione "dall'oppressione del fisco e della burocrazia" sono gli ingredienti della ricetta per il rilancio di Maria Elisabetta Casellati. "Gli italiani non vogliono mezzi assistenziali o politiche dell'emergenza. Dal divano nessuno aiuta il Paese a rialzarsi", osserva la seconda carica dello Stato.

Sul telelavoro "è uno stato certamente uno strumento utile durante l'emergenza" ma adesso tutti devono rientrare in azienda in sicurezza, soprattutto le donne poiché "per loro il telelavoro rischia di trasformarsi in un boomerang perché la ricaccia in casa e l'appuntamento marginale nel mercato del lavoro, facendo tornare indietro di cinquant'anni le lancette dell'emancipazione femminile".

Scuola

Tornare a scuola a settembre è un "imperativo categorico". "La scuola non è solo didattica al computer, ma è crescita educativa, culturale e sociale", spiega la Casellati. 

"Ci devono essere subito regole certe ed eguali per tutti - prosegue - E la responsabilità del governo non può essere scaricata sui presidi. Così rischiamo la catastrofe, creando inaccettabili diseguaglianze e discriminazioni tra studenti di serie A e studenti di serie B".

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Maria Elisabetta Casellati, Senato, Italia
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