03:47 01 Novembre 2020
Politica
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Ad inizio giornata il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif aveva lasciato Teheran per recarsi a Mosca e discutere con il capo della diplomazia russa Sergey Lavrov l'accordo nucleare del 2015, le relazioni bilaterali e la crisi in Siria.

L'eventuale estensione dell'embargo sulle armi contro l'Iran porterebbe allo smantellamento del piano d'azione globale congiunto sul programma nucleare di Teheran, ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif durante i colloqui a Mosca con il capo della diplomazia russa Sergey Lavrov.

Il ministro iraniano ha inoltre sottolineato che Mosca si è opposta alle azioni "distruttive" e "molto pericolose" di Washington contro il piano d'azione globale congiunto all'interno dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) e del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

"Questo ha portato al fatto che il ruolo della Russia e il ruolo della Cina nella conservazione dell'accordo nucleare è diventato molto importante e tutta la comunità internazionale lo riconosce", ha affermato Zarif, aggiungendo che la parte iraniana è molto soddisfatta dalla linea perseguita dalla diplomazia russa.

Da parte sua Lavrov ha sottolineato che qualsiasi tentativo di rendere indefinito l'embargo sulle armi contro l'Iran è illegittimo, aggiungendo che tali azioni da parte degli Stati Uniti non avranno successo.

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L'incontro tra Zarif e Lavrov: l'unico modo di salutarsi a causa del coronavirus
"Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non ha imposto un embargo sulle armi nel pieno senso di questa parola contro la Repubblica Islamica dell'Iran, il Consiglio di sicurezza ha introdotto un regime di permessi per la fornitura di alcuni tipi di armi all'Iran, questo regime è applicato per un periodo limitato di tempo, questo periodo scade ad ottobre ed ogni tentativo di sfruttare in qualche modo la situazione attuale, di estendere questo regime e quindi introdurre un embargo sulle armi a tempo indefinito, non ha basi legali, né politiche né morali", ha sottolineato Lavrov.

In precedenza Lavrov aveva affermato che esistono ancora possibilità di preservare il piano d'azione congiunto globale, noto anche come accordo nucleare iraniano. Lo ha ribadito lo stesso Lavrov al ministro iraniano Mohammad Javad Zarif

"Consideriamo questo incontro come una tappa importante degli sforzi congiunti che i restanti membri dell'accordo stanno intraprendendo per preservare questo importantissimo risultato della diplomazia multilaterale. Riteniamo che la linea che i nostri colleghi americani hanno intrapreso su questo importante documento sia distruttiva, come del resto avvenuto con altri trattati sulla non proliferazione, ma siamo fiduciosi che le possibilità l'accordo nucleare di ritornare su una rotta stabile sussistano ancora, almeno noi, come i nostri amici iraniani, stiamo facendo del nostro meglio per questo obiettivo", ha detto Lavrov all'inizio dell'incontro.

Ha aggiunto che anche la Cina e gli altri membri europei dell'accordo sembrano essere disposti a preservare l'accordo.

Il ministro degli Esteri iraniano era arrivato a Mosca all'inizio della giornata. L'ultima visita di un rappresentante del governo iraniano in Russia era avvenuta a metà giugno. L'incontro arriva pochi giorni dopo che l'accordo nucleare iraniano, noto anche come piano d'azione congiunto globale, ha segnato il suo quinto anniversario il 14 luglio.

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Sergej Lavrov, USA, Javad Zarif, Russia, Nucleare, Armi, Diplomazia Internazionale, Politica Internazionale, Teheran, Iran
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