10:09 05 Agosto 2020
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Gli Stati Uniti hanno già imposto diverse serie di restrizioni di viaggio a vari gruppi di cittadini cinesi nell'ultimo anno, sebbene l'attuale proposta, se attuata, potrebbe influenzare un numero senza precedenti di persone.

L'amministrazione Trump sta prendendo in considerazione le sue più forti restrizioni sui viaggi negli Stati Uniti da parte dei cittadini cinesi, una mossa che molto probabilmente scatenerà ritorsioni da Pechino a causa del deterioramento delle relazioni, riferisce il New York Times.

Funzionari a conoscenza della proposta, che deve ancora essere finalizzata e ottenere l'approvazione del presidente Trump, hanno dichiarato al quotidiano che il divieto di viaggio potrebbe applicarsi ai membri del Partito comunista cinese (PCC) e alle loro famiglie.

L'ordine presidenziale proposto potrebbe anche autorizzare il governo degli Stati Uniti a revocare i visti dei membri del PCC e delle loro famiglie che si trovano già negli Stati Uniti, il che significa che sarebbero espulsi. Potrebbe anche vietare l'ingresso negli Stati Uniti di membri delle forze armate cinesi e dirigenti di aziende statali.

Secondo il rapporto, il ragionamento legale per il divieto proposto è una disposizione dell'Immigration and Nationality Act del 1952 che autorizza il presidente degli Stati Uniti a vietare gruppi d'immigrati che sono considerati "dannosi per gli interessi degli Stati Uniti".

Trump ha citato lo stesso statuto in una serie di proclami che limitavano il viaggio negli Stati Uniti da cittadini della Corea del Nord, Venezuela, Iran e altri dieci paesi a maggioranza musulmana in alcuni casi.

Il NYT nota che ci sono problemi pratici se si tratta d'implementare restrizioni sul PCC, che aveva quasi 92 milioni di membri l'anno scorso. Ciò significa che il divieto potrebbe applicarsi tecnicamente a ben 270 milioni di persone, secondo le stime del governo.

Nel frattempo, il numero di viaggiatori cinesi che visitano gli Stati Uniti si aggira intorno ai 3 milioni ogni anno, quindi il governo potrebbe avere difficoltà a determinare lo status della loro appartenenza al partito per impedirne l'ingresso.

Si dice che i funzionari delle agenzie governative stiano discutendo un linguaggio più morbido per l'ordine, che potrebbe colpire solo i 25 membri del Politburo e le loro famiglie, ovvero l'organismo che sovrintende al PCC e comprende i funzionari più influenti del paese come il presidente Xi Jinping e il primo ministro Li Keqiang.

Le relazioni tese tra USA e Cina

Le relazioni tra gli Stati Uniti e la Cina sono notevolmente peggiorate sotto il presidente Trump, con le due superpotenze che si scontrano su quasi tutte le questioni, dalla tecnologia al commercio al controllo degli armamenti.

L'amministrazione Trump ha imposto diverse restrizioni ai viaggi in Cina nell'ultimo anno. L'ultima serie di sanzioni è arrivata mercoledì, quando il segretario di Stato Mike Pompeo ha annunciato il divieto di alcuni dipendenti di società tecnologiche cinesi, tra cui Huawei, che "forniscono supporto materiale ai regimi che commettono violazioni dei diritti umani e abusi a livello globale", senza approfondire quali e quante persone sarebbero interessate.

Il mese scorso, il Dipartimento di Stato ha anche imposto un divieto di viaggio ai funzionari del PCC accusati di "minare" l'autonomia di Hong Kong, oltre al divieto dell'anno scorso di politici che presumibilmente violavano i diritti umani nello Xinjiang.

A maggio, i funzionari americani hanno limitato i visti per i giornalisti cinesi che lavorano negli Stati Uniti a 90 giorni e hanno sospeso l'ingresso di alcuni studenti e ricercatori cinesi per sospetti di furto di proprietà intellettuale.

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USA, Cina
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