20:14 13 Agosto 2020
Politica
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Le manifestazioni sono iniziate in Serbia il 7 luglio, subito dopo l’annuncio del presidente Vucic riguardo all'introduzione del coprifuoco da venerdì a lunedì.

Il ministro della Difesa serbo Aleksandar Vulin ha commentato le manifestazioni antigovernative avviate martedì sera dopo l’annuncio del coprifuoco da parte delle autorità per far fronte alla seconda ondata di coronavirus.

“Abbiamo una terribile violenza nelle strade, tentativi di colpo di stato, il tentativo di prendere il potere con la forza e scatenare una guerra civile in Serbia. Questo non può essere descritto e spiegato in nessun altro modo. Non c'è motivo di dare fuoco all'edificio dell'Assemblea Nazionale, dare fuoco alla giunta municipale di Novi Sad, aggredire la polizia, picchiare la gente nelle strade e mettere in pericolo la vita e la proprietà dei cittadini”, ha esclamato il ministro.

A suo avviso, coloro che stanno cercando di avviare un colpo di stato sono guidati dall’"odio nei confronti del presidente Aleksandar Vucic, verso ogni membro della sua famiglia e tutte le persone che si trovano nella sua stessa sfera politica".

Manifestazioni in Serbia

Le manifestazioni sono iniziate in Serbia il 7 luglio: persone insoddisfatte della situazione epidemiologica nella repubblica e delle azioni delle autorità volte a combattere il coronavirus sono giunte al parlamento a Belgrado subito dopo l’annuncio del presidente Vucic riguardo all'introduzione del coprifuoco da venerdì a lunedì a causa dell’aumento del numero di nuovi casi di contagio da SARS-CoV-2 (COVID-19).

Si sono registrati scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, in cui sono stati feriti 43 poliziotti e cinque automobili di servizio sono state bruciate. Inoltre, 20 persone sono state ferite e 24 manifestanti sono stati fermati dalla polizia. Vucic ha definito i disordini nella notte tra martedì e mercoledì nella capitale "la più grave violenza politica degli ultimi anni" ed ha affermato che sono coinvolti elementi della destra estremista, esponenti criminali e servizi speciali dei paesi vicini. Si stimano in 127 mila euro i danni alla città nel primo giorno delle manifestazioni.

Le proteste sono proseguite e mercoledì, in particolare, i manifestanti hanno attaccato gli uffici del Partito Progressista Serbo ed alcuni giornalisti, chiedendo di trasmettere informazioni vere sulle vittime di COVID-19 e hanno criticato la politica editoriale del servizio di radiodiffusione nazionale, che, a loro avviso, ricopre in modo parziale le azioni dell'opposizione. Inoltre, le proteste hanno avuto luogo in altre città del paese.

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