19:59 13 Agosto 2020
Politica
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Il presidente della Camera dei rappresentanti (parlamento) della Libia orientale, Aquila Saleh, ha dichiarato a Sputnik che potrebbe andare in visita in Italia e Algeria dopo i negoziati a Ginevra con il rappresentante speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite in Libia, Stephanie Williams.

"Negli ultimi due giorni ho avuto molti viaggi. Dopo Ginevra, probabilmente, andrò a Roma e in Algeria, e poi in altri paesi", ha detto Saleh.

Il presidente del governo a Tobruk ha spiegato che visiterà Ginevra tra due giorni per negoziare con il rappresentante speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite in Libia al fine di ottenere il sostegno per l'”iniziativa del Cairo” sulla tregua proposta dal presidente dell'Egitto Abdel Fattah al-Sisi.

Nella giornata di ieri Saleh è arrivato a Mosca. Nello stesso giorno il governo degli Stati Uniti e i rappresentanti dell'Esercito Nazionale Libico (LNA), che coopera con le autorità all’Est della Libia, hanno tenuto una videoconferenza sulla smobilitazione dei ribelli.

Escalation in Libia

In Libia prosegue lo scontro tra il Governo di Accordo Nazionale (GNA) Fayez al-Sarraj, che controlla Tripoli e territori nella parte occidentale del paese, e l'Esercito Nazionale Libico guidato dal maresciallo Khalifa Haftar.

Per più di un anno l'esercito di Haftar ha cercato di conquistare la capitale della Libia. Entrambe le parti al conflitto accusano gli avversari, affermando che essi ricevono aiuti dall’estero con armi e militanti. Nelle ultime settimane le forze del GNA hanno dichiarato di aver raggiunto significativi successi nella battaglia di Tripoli e hanno annunciato la loro intenzione di continuare con l’obiettivo di conquistare la città di Sirte ed altri territori ad est dalla capitale

Lo scorso 6 giugno il presidente egiziano al-Sisi ha incontrato Haftar e Saleh al Cairo. A seguito dell'incontro il capo dello Stato egiziano ha annunciato l'”iniziativa del Cairo”, che prevede un cessate il fuoco in tutta la Libia dall'8 giugno e un numero di condizioni per una soluzione politica. L'iniziativa è stata sostenuta da Russia, Stati Uniti e numerosi stati arabi, tra cui l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti. Il governo di Tripoli e la Turchia si sono detti contrari.

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