09:49 23 Settembre 2020
Politica
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I quattro paesi del gruppo Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia) si sono detti contrari al piano che prevede ricollocamento forzato dei migranti all'interno dell'UE. Lo ha dichiarato oggi il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki dopo il vertice tra i capi di governo del gruppo.

Di migranti e non solo si è parlato nel vertice che ha segnato il passaggio di consegne alla guida del Gruppo di Visegrad. Il primo luglio la Polonia ha sostituito l’Ungheria e per i prossimi dodici mesi sarà presidente di turno dell'organizzazione.

“A margine delle nostre discussioni abbiamo ovviamente parlato di questioni della migrazione. Qui tutti e quattro paesi insistono sulla stessa posizione riguardo alla mancanza di consenso per ricollocamenti forzati e alla necessità di proteggere le frontiere”, ha affermato il premier polacco Morawiecki.

Morawiecki è stato sostenuto dal primo ministro ungherese Viktor Orban, che ha osservato che "il numero di malati del coronavirus è in costante aumento sulle rotte migratorie". Come dichiarato da Orban, Morawiecki "può contare sul sostegno dell'Ungheria" nell'affrontare la questione della migrazione.

Funzionari tedeschi in precedenza avevano avanzato l'iniziativa di riformare il sistema europeo comune di asilo per i migranti clandestini. Il piano prevede che i migranti vengano distribuiti tra i vari paesi della UE, che devono farsi carico delle procedure per l'accoglienza dei rifugiati.

Gli sbarchi sulle coste italiane proseguono e vengono rilevati casi di contagio da coronavirus tra i nuovi arrivati. Dopo che a giugno sulla nave quarantena Moby Zazà sono stati identificati 28 positivi al COVID-19 arrivati con la Sea Watch, sono risultati positivi 8 dei 43 migranti sbarcati lo scorso mercoledì al porto di Augusta, nel siracusano.

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