20:03 13 Agosto 2020
Politica
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Silvio Berlusconi ha lanciato un appello all'Anm, affinché si possa far luce su tutti i lati oscuri del processo Mediaset.

In una lettera al quotidiano il Riformista, che nei giorni scorsi aveva reso nota la registrazione del magistrato Amedeo Franco sulla sentenza del processo Mediaset, Silvio Berlusconi ha sottolineato che stabilire la verità sulla vicenda sarebbe nell'interesse di tutto il Paese, di tutte le parti politiche e dei magistrati stessi:

"Credo che ristabilire la verità sia nell'interesse non solo di Forza Italia o mio personale, ma di tutti gli italiani, di tutte le parti politiche e anche della maggioranza dei magistrati, che non meritano di essere accomunati ai comportamenti scorretti di colleghi ideologicamente orientati che esercitano un grande potere", ha scritto il Cavaliere.

Berlusconi si è quindi lasciato ad una ricostruzione del suo incontro con il giudice Franco, spiegando le motivazioni che lo convinsero ad accettare di riceverlo:

"Quando mi hanno detto che voleva vedermi, la cosa mi ha stupito ed anzi contrariato: non desideravo riaprire in nessun modo una vicenda che mi aveva profondamente ferito sul piano umano prima ancora che su quello pubblico. Alcuni amici e collaboratori mi convinsero a riceverlo: insistettero sul dovere che avevo di fare tutto il possibile per fare chiarezza su quella vicenda, nei confronti dei tanti che non avevano mai smesso di credere in me, nelle mie idee, nel mio onore di cittadino, di imprenditore e di politico", ha proseguito l'ex premier

Per il leader di Forza Italia, quella che si presentò quel giorno a Palazzo Grazioli "era una persona molto diversa" in relazione alle aspettative.

A Berlusconi il giudice Franco sembrò "soprattutto di un uomo dimesso tormentato da una grave crisi di coscienza":

"Un uomo combattuto fra la sua onorabilità di magistrato, il dovere di servire la legge e le legittime preoccupazioni per le ritorsioni che avrebbe potuto subire da parte di qualche collega molto potente, che godeva di protezioni ancora più potenti. Per questo lo rassicurai sul fatto che non avrei reso pubblico il contenuto del nostro colloquio fino a quando quei rischi fossero stati reali", ha detto ancora Berlusconi.

Una verità, definita dal leader di Forza Italia "grave" e impossibile da tenere nascosta nelle sedi competenti:

"Non potevo però tenere nascosta una notizia così grave nelle sedi istituzionalmente competenti, in questo caso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, alla quale si erano rivolti i miei difensori per chiedere giustizia su una sentenza profondamente iniqua, insostenibile nelle sue motivazioni e adottata con una procedura anch’essa iniqua e del tutto anomala", ha sottolineato Berlusconi.

Il Cavaliere ha dunque spiegato di non essere intenzionato a chiedere alcun risarcimento e, anzi, ha rivolto un appello all'Anm per fare luce su quanto realmente accadde:

"Sono convinto che l'Associazione Nazionale Magistrati, se volesse veramente tutelare la magistratura italiana come merita, dovrebbe essere la prima a sostenere la nostra richiesta di verità", ha concluso.

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