15:38 03 Dicembre 2020
Politica
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“Considerato che Trump è un uomo d’affari, vorrei indirizzare la sua attenzione sull’analisi delle spese per l’indipendenza kosovora. Per i contribuenti americani sarebbe di gran lunga più vantaggioso se il Kosovo restasse alla Serbia. Il Kosovo non è autosufficiente, è un peso che grava sui conti dei contribuenti americani”.

Così commenta la situazione relativa allo status del Kosovo l’avvocato Andreja Komnenovic, membro del Partito repubblicano statunitense e residente ad Atlanta. Komnenovic desidera incontrare Trump nell’ambito della campagna elettorale di quest’ultimo in Georgia.

Il Kosovo costa meno all’America se rimane alla Serbia

In un’intervista rilasciata a Sputnik Komnenovic ha dichiarato che anche i politici serbi dovrebbero giocare questa carta: infatti, non devono dimenticare che Donald Trump è contrario alle spese degli statunitensi per gli aiuti internazionali.

A partire dal 1999 lo USAID ha investito in Kosovo circa un miliardo di dollari

Komnenovic ha studiato Giurisprudenza all’Università di Belgrado, poi ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Scienze politiche all’Università di Georgetown e ha studiato per 3 anni il diritto statunitense. Ha lavorato per molte organizzazioni che si dedicano al diritto internazionale quali il Cato Institute di Washington. Negli ultimi 10 anni ha partecipato con entusiasmo alle attività del Partito repubblicano e ha preso parte alla campagna elettorale di Newt Gingrich.

Komnenovic è convinto che gli eventi che si stanno verificando negli USA determineranno il futuro del Paese. Secondo l’esperto, la lotta di Trump contro lo Stato profondo serbo è a portata di mano poiché per via della contrapposizione interna agli USA i Balcani si sono ritrovati fuori dal campo visivo degli uomini di Clinton al Dipartimento di Stato i quali insistono per la risoluzione della questione kosovara in modalità “autopilota”. Komnenovic sostiene che a dover decidere il destino del Kosovo siano i politici serbi prima che quelli albanesi o statunitensi.

“Proprio il no o il sì serbo sarà decisivo. Quanto all’America la questione kosovara può essere rimandata ancora per un po’, fino a quando l’iniziativa non comincerà a sfuggire dai vertici del potere. Finché del Kosovo non comincerà a parlare il capo del Dipartimento di Stato o il presidente del Consiglio di sicurezza nazionale, le pressioni relative alla questione kosovara non saranno forti a sufficienza”, sostiene l’avvocato di Atlanta.

Trump supera lo Stato profondo

Komnenovic è convinto che Trump riuscirà a superare tutti gli attacchi che provengono sia dal suo entouragesia da parte dello Stato profondo.

“L’elettorato americano non approva affatto l’interventismo degli USA. Ciò su cui insistono le élite non è in realtà di alcuna utilità all’americano medio”, afferma l’esperto.

Secondo lui, lo Stato profondo è inviso non solo agli elettori del Partito repubblicano e ai cittadini professanti, ma anche agli elettori indipendenti dai quali dipende in larga misura l’esito delle elezioni.

Komnenovic sostiene che i serbi residenti negli USA debbano dimostrare maggiormente il loro impegno nel difendere gli interessi della Serbia nei circoli politici statunitensi:

“L’impegno del caucus serbo negli USA è encomiabile, ma non dà risultati tangibili. I contatti diretti con i politici sarebbero la soluzione perfetta per essere davvero ascoltati”.
Tags:
Serbia, Kosovo, USA
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