01:09 30 Ottobre 2020
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Vincenzo De Luca è implacabile su quella che considera una vergogna, la riapertura della scuola il 14 settembre per chiudere 3 giorni dopo in vista delle elezioni regionali del 20 e 21.

“Come è del tutto evidente, la nostra è una posizione opposta a quella del Ministro dell’Istruzione, che ancora una volta dimostra atteggiamenti o irresponsabili o provocatori verso i docenti e le famiglie. Un ministro che propone l’apertura dell’anno scolastico il 14 settembre, per chiudere poi tre giorni, poi riaprirle e richiuderle ancora, in qualunque Paese civile sarebbe invitato a dare le dimissioni. Lavoreremo nei prossimi giorni, per quello che sarà possibile, per evitare questa vergogna”.

Sono le parole del governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca a proposito della proposta del ministero dell’Istruzione fatta alle regioni ieri di riaprire il giorno 14 settembre.

Il 20 e 21 settembre è infatti dato per molto probabile l’election day per recuperare le elezioni regionali in 7 Regioni italiane, tra cui la Campania, e per recuperare le amministrative in numerosi comuni italiani che hanno dovuto rinviare l’importante scelta del sindaco del proprio paese o città.

De Luca, come anche Luca Zaia del Veneto, aveva proposto il mese di luglio, ma dal Governo non hanno voluto sentire ragioni.

Secondo De Luca, il motivo “è che il governo ha paura di perdere (le elezioni, ndr), ma non hanno capito che perderanno ancora di più” diceva il governatore a Baronissi presentando il nuovo centro di ricerca sanitario che sorgerà in quell’area. Significativo il suo pensiero se si pensa che De Luca è un esponente regionale del Pd.

Già ieri nella sua consueta conferenza stampa unidirezionale De Luca aveva giudicato “intollerabile” e di “totale disprezzo” e di “irresponsabilità” la posizione del Governo che intende far partire la scuola a metà settembre per poi chiuderla pochi giorni dopo per svolgere nelle stesse sedi le elezioni amministrative.

“E' davvero scandalosa l'assenza e la passività del Ministero dell'Istruzione che avrebbe dovuto pretendere che le scadenze elettorali fossero subordinate allo svolgimento sereno e ininterrotto dell'anno scolastico”, aveva detto ieri De Luca.

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