07:54 27 Febbraio 2021
Politica
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Il presidente del Consiglio, intervistato dal Corriere della Sera, ha auspicato che il confronto con imprese, parti sociali e società civile possa partire al più presto.

La priorità del governo in questa Fase 3 dell'emergenza Covid-19 deve essere il confronto, quanto più aperto possibile, con imprenditori, parti sociali e società civile.

Ad affermarlo, in un'intervista pubblicata in prima pagina sul Corriere della Sera è il premier Giuseppe Conte.

"Non possiamo ritardare il confronto con imprenditori, sindacati, categorie. L'urgenza non nasce da un mio capriccio ma dalla realtà che preme. Bisogna muoversi da subito", ha dichiarato il premier.

Conte si dice poi critica nei confronti di tutti coloro che, al contrario, predicano calma e vorrebbero rimandare nel tempo tali discussioni.

"Sento dire che occorre farlo con calma. Ma quale calma? Ci prendiamo qualche giorno per coinvolgere appieno le forze di maggioranza, e lo facciamo. Poi chiamiamolo patto, chiamiamolo confronto. Ma non va rimandato", ha affermato il presidente del Consiglio, confessando di aver iniziato a preparare la strategia per il dopo virus già durante l'emergenza.

Il premier è poi tornato sulla questione dei contrasti interni alla sua stessa maggioranza e su una possibile caduta del suo governo, voci che lo stesso Conte definisce parte del gioco:

"Non mi pare di essere accerchiato più di quanto lo fossi nella prima fase. In tutti questi mesi ho sentito dire in continuazione: Conte cade, Conte cade. Fa parte del gioco, ho imparato a non meravigliarmi. Ma come si vede e si vedrà, non è così", ha proseguito

Una maggioranza che lo stesso Conte ha provato a rinsaldare, sottolineando come essa sia "composta da partiti responsabili, che capiscono bene quali siano le priorità del Paese".

"Il clima è migliore di quello che sembra. E anche alcune perplessità del PD sono rientrate", ha concluso il premier.

La rottura sugli Stati Generali dell'economia

Nei giorni scorsi Conte aveva annunciato gli Stati generali dell’economia italiana come un momento di ascolto delle associazioni di categoria delle imprese e delle industrie, dei sindacati, della società civile e dei partiti di opposizione.

Un appuntamento previsto per il prossimo lunedì, che tuttavia è stato rimandato in quanto il capo delegazione del PD, Dario Franceschini, ha fatto saltare il tavolo delle trattative.

Franceschini ha lamentato il fatto che il Governo, a fronte di una Task Force con a capo Colao che doveva presentare delle proposte per il rilancio dell’Italia, non abbia una strategia per spendere i quasi 200 miliardi di euro che arriveranno in Italia attraverso il Recovery Fund.

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