14:11 08 Luglio 2020
Politica
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La missione dell’ONU in Libia (UNSMIL) ha dichiarato oggi che le parti al conflitto nel Paese si sono accordate per la riapertura dei negoziati della commissione militare congiunta (5+5).

I diplomatici hanno espresso la speranza che il cessate il fuoco verrà implementato e le trattative permetteranno di raggiungere anche una tregua umanitaria in modo che sia possibile centrare gli sforzi sulla gestione della pandemia COVID-19.

Intanto, in Libia i casi di contagio da COVID-19 confermati sono saliti a 168, con cinque decessi provocati dal virus.

“La Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia accoglie con favore il consenso da parte del Governo di Accordo Nazionale e dell'Esercito Nazionale Libico sulla ripresa delle trattative sul cessate il fuoco e delle relative disposizioni di sicurezza basate sulla bozza di accordo presentata dall'UNSMIL alle parti durante i colloqui della commissione militare congiunta (5+5) il 23 febbraio”, si legge in un comunicato, diramato dalla missione.

"Le Nazioni Unite sperano di avviare un nuovo round di negoziati mediante videoconferenza per via delle circostanze attuali", afferma la dichiarazione, facendo riferimento all'emergenza coronavirus. La missione ha ringraziato tutti i paesi che avevano compiuto sforzi per riprendere il negoziato infra-libico.

Trattative a Ginevra

Le trattative della commissione militare congiunta si sono svolte a Ginevra in formato 5+5: la commissione era formata da cinque alti ufficiali del Governo di Accordo Nazionale e cinque alti ufficiali dell'Esercito Nazionale Libico. I colloqui erano moderati dall’allora rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite e capo della UNSMIL, Ghassan Salamé. Il secondo round delle trattative si è concluso il 23 febbraio. Salamé ha lasciato l'incarico a marzo per motivi di salute ed è stato sostituito dall’americana Stephanie Williams.

Guerra in Libia

Dopo il rovesciamento e l'assassinio del leader libico Muammar Gheddafi nel 2011, la Libia ha praticamente smesso di funzionare come un singolo stato. Ora nel paese ci sono due governi: il parlamento eletto dal popolo si trova a est e a ovest, nella capitale Tripoli, il Governo di Accordo Nazionale, formato con il sostegno delle Nazioni Unite e dell'Unione europea.

Le autorità della parte orientale del paese operano indipendentemente da Tripoli e cooperano con l'esercito del maresciallo Khalifa Haftar.

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