21:26 15 Luglio 2020
Politica
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Coronavirus in Italia: voglia di normalità (20 maggio - 11 giugno) (168)
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Stanno facendo discutere le parole di Alberto Zangrillo, primario al San Raffaele di Milano, secondo il quale il virus sarebbe sparito dalla circolazione.

Presa di posizione netta da parte del governatore del Veneto Luca Zaia, il quale dà "ragione" al direttore di Rianimazione del San Raffaele di Milano, Alberto Zangrillo.

"Penso che Zangrillo abbia ragione. Noi in Veneto abbiamo oggi un'incidenza dei contagi che è sotto lo 0,6 per mille, cioè se avessimo una piazza con 1.000 persone, non ne avremmo neanche una contagiata. Il contagio sta crollando, anche se non bisogna abbassare la guardia", ha spiegato Zaia ai microfoni di Agorà Rai3.

Pur non addentrandosi nelle disquisizioni squisitamente tecniche, il governatore leghista non può non constatare gli effetti benefici portati dal lockdwan in virtù di dati che danno il virus in netto arretramento:

"Probabilmente sono i fattori climatici, o qualcos'altro, lo faremo dire agli scienziati. Io guardo i dati -e questi ci dicono che il virus sta scomparendo. Ovvio, non va abbassata la guardia. Ma il lockdown ci ha permesso di far ritrovare il virus da solo, senza più ospiti da colonizzare. Noi nostri dati l'effetto del lockdown lo vediamo, perchè ha dato una flessione alla curva", ha proseguito.

In conclusione, Zaia si è soffermato sulla questione della riapertura dei confini tra Paesi Ue, ribadendo come sin dall'inizio dell'emergenza la Lega si sia detta favorevole a controlli più rigidi sui cittadini provenienti dai Paesi focolaio:

"Ora si parla di quarantena per persone provenienti da Paesi a rischio. Quando lo chiedevamo noi per le persone provenienti dalla Cina ci davano dei razzisti", ha concluso Zaia.

La polemica sulle parole di Zangrillo

Ieri il direttore del reparto di Rianimazione dell'ospedale San Raffaele di Milano, Alberto Zangrillo, ha rilasciato delle dichiarazioni che hanno fatto piuttosto scalpore, affermando che il virus clinicamente non esiste più.

Le sue parole sono state duramente contestate però dal direttore di Pneumologia al Policlinico Gemelli di Roma e membro del Comitato tecnico-scientifico, Luca Richeldi, il quale ha ribadito che in realtà il virus è ancora in circolo e che gli addetti ai lavori dovrebbero astenersi dal dare messaggi fuorvianti.

Della stessa opinione anche il direttore dell'Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma Giuseppe Ippolito il quale ha ribadito l'assenza di prove sul fatto che il virus del Covid-19 sia mutato, rendendo necessaria la continua prudenza e la riapertura graduale del Paese. 

Critico anche Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità, il quale a sua volta si è mostrato sconcertato dalle parole del collega, affermando che, analizzando i numeri delle ultime settimane, il virus continua ad essere in circolazione.

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Coronavirus in Italia: voglia di normalità (20 maggio - 11 giugno) (168)
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