02:19 06 Luglio 2020
Politica
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Una risposta a una crisi senza precedenti, ma per rimettere in moto l'Italia bisognerà agire con molta serietà, correggere le strozzature all'economia e proteggere il lavoro più fragile, secondo il commissario europeo agli Affari Economici.

"In 65 giorni la Ue ha coperto una strada che sarebbe stata considerata impensabile se si guarda agli ultimi dieci anni". Con queste parole, il commissiario europeo agli Affari Economici, Paolo Gentiloni, commenta il Recovery Fund in un' intervista al Corriere della Sera

Un salto in avanti, dopo misure definite "drammatiche" come la sospensione del Patto di Stabilità, con cui si delinea un pacchetto da 750 miliardi di euro, che serviranno a sostenere i Paesi maggiormente colpiti dal Covid-19. Un provvedimento che consolida i fondi per l'occupazione (Sure), che già prevedevano un impegno comune per 100 miliardi. 

Per Gentiloni si tratta di  “un’occasione irripetibile per rimettere in moto l’economia italiana. Servono competenze, lungimiranza, responsabilità politica. Mi viene da dire: nessuna Troika, non diciamo cose ridicole. Però molta serietà, se vogliamo cogliere questa occasione”. 

“Non penso che sia utile impostare la questione come se si trattasse di dividersi una torta – sottolinea Gentiloni -. E sono certo che il governo, che ha agito bene nella fase dell’emergenza, ne è consapevole”. “Bisogna sintonizzarsi con le vere sfide del piano. Che sarà ‘made in Italy’ e non va deciso a Bruxelles o a Lussemburgo, perché questa era la logica dei salvataggi di dieci anni fa”, osserva. 

Il piano dovrà essere mirato alla "protezione del lavoro più fragile, delle politiche attive, della correzione delle strozzature che abbiamo nelle regole burocratiche o nel sistema della giustizia", prosegue il commissario. "Nel medio e lungo termine anche il debito deve stabilizzarsi e riprendere a calare, grazie a un forte avanzo di bilancio prima di pagare gli interessi. Questi concetti sono nell’ultima raccomandazione che abbiamo mandato all’Italia e sono ben presenti da anni nell’ambizione riformatrice che nel Paese non manca”, aggiunge. 

Riguardo al Mes, “Non tocca a me decidere - chiarisce -Quel che ho cercato di fare – e non era facile – è stato di adattare uno strumento usato in passato per altri obiettivi a modalità nuove. Tra l’altro il fatto che le risorse siano ingenti, specie nel 2021 e nel 2022, non elimina le preoccupazioni per l’economia, perché l’immediato futuro dipende da vari fattori”. 

 

Tags:
Paolo Gentiloni, Italia, UE
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