14:10 08 Luglio 2020
Politica
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Coronavirus in Italia: voglia di normalità (20 maggio - 11 giugno) (168)
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In un'intervista al giornale "Oberoesterreichischen Nachrichten" il ministro della Salute austriaco Rudolf Anschober ha sostenuto che la libertà di movimento è un bene, tuttavia serve prudenza.

Pur riconoscendo il miglioramento della situazione epidemiologica di Covid-19 e l'impegno delle autorità per contrastare la diffusione del coronavirus, il ministro della Salute austriaco Rudolf Anschober ritiene il Belpaese non ancora sicuro in termini sanitari.

"L'Italia resta ancora un focolaio, anche se in alcune regioni la situazione è migliorata e l'impegno profuso è grande", ha dichiarato il ministro in un'intervista al quotidiano locale "Oberoesterreichischen Nachrichten".

Anschober si è dichiarato sostenitore della libertà di movimento, ma per la situazione del coronavirus non ancora rassicurante ha sottolineato che bisogna essere prudenti con l'Italia.

"Per l'Italia 382 casi di Covid per 100mila abitanti contro i 55 in Croazia e 70 in Slovenia", ha osservato.

Infine il ministro ha ribadito che per entrare in Austria occorre essere negativi al tampone, aggiungendo di non temere malumori diplomatici, mostrati dai Paesi confinanti.

"La Slovenia rivendica di avere dati postivi, ma è anche vero che dalla Slovenia si arriva facilmente in Italia", ha rilevato il ministro.

In precedenza in più di un'occasione il cancelliere austriaco Sebastian Kurz aveva escluso una riapertura nel breve periodo delle frontiere con l'Italia.

Tema:
Coronavirus in Italia: voglia di normalità (20 maggio - 11 giugno) (168)
Tags:
confini, Coronavirus, Italia, Austria
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