14:47 31 Ottobre 2020
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Mattia Santori dopo la pausa dettata dal lockdown ha riflettuto sul futuro delle Sardine e si prende una pausa, anche se in realtà medita di mollare tutto e di uscire di scena.

Una lunga lettera sulla pagina Facebook delle Sardine annuncia il lockdown del movimento. A scrivere, con un andamento a tratti incerto, è Mattia Santori colui che con le sue idee ha dato vita a un movimento popolare senza bandiere di partito ma con una identità a sinistra dichiarata sin dall’inizio dai quattro promotori delle manifestazioni di piazza.

I due mesi di chiusura in casa hanno fatto riflettere e portato consiglio, così Mattia ha deciso di organizzare un’ultima manifestazione pubblica prevista per il prossimo giovedì a Bologna probabilmente, in cui ufficialmente dirà che lui, Andrea, Giulia e Roberto si prenderanno una pausa, ma non prima di aver lasciato come eredità a tutti il loro manifesto valoriale.

Mattia voleva cedere lo scettro

Come egli stesso scrive, Mattia si è reso conto che quanto avvenuto era ben più grande delle sue attese e anche del suo obiettivo iniziale. Mai avrebbe pensato di portare in piazza centinaia di migliaia di persone nel complesso.

© AP Photo / Gregorio Borgia

E dopo i tanti tentativi di “trovare un’alternativa alla” sua persona, ecco che decide di chiamarsi fuori perché è stato troppo l’impegno che lo ha stancato ma anche cambiato dentro profondamente:

“Sette mesi fa sorridevo e mi fidavo delle persone. Ora è tutto diverso”.

Mattia è diventato più digitale e non grazie al lockdown, ma grazie alle Sardine che lui stesso ha ideato:

“Sette mesi fa non frequentavo i social, non seguivo i talk show e usavo a malapena whatsapp web”.

I dissidi interni alle Sardine

Mattia non nasconde i tanti dissidi interni e le “litigate per i post e le paranoie complottiste”. Ma è stanco Mattia anche perché qualcuno a tentato di fargli “le scarpe e screditare alle spalle” sia lui che le persone che lo hanno supportato sin qui.

La posizione di Mattia contro 'gli altri'

“So di essere in minoranza. So che molti di voi non si sentono a proprio agio nella dimensione puramente etica e culturale della politica. Non vi bastano le piantine, avete idee molto strutturate, sapete un sacco di cose. Vi invidio per questo. Ma sento che più prendiamo la direzione politica più finiamo per imitare gli altri. Più rincorriamo i like più caschiamo nella trappola del narcisismo. Nelle piazze delle sardine ci sono innovazione, purezza, novità. C'è coinvolgimento. Non c'è la paura di non riuscire, ma l'eccitazione di chi ci prova per la prima volta. Nelle petizioni, nei post eterni e nelle prese di posizione io spesso colgo solo tanta frustrazione e saccenza. Ma capisco che sia un mio limite”, sottolinea Matteo nel post su Facebook. 

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