08:13 14 Luglio 2020
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Le prime due petroliere iraniane che trasportavano carburante hanno raggiunto la costa venezuelana domenica pomeriggio, nonostante le minacce statunitensi.

Due delle cinque petroliere iraniane sono già arrivate in Venezuela. Altre tre petroliere iraniane dovrebbero arrivare nei prossimi giorni. La prima, la 'Fortune', è ormeggiata nei pressi della raffineria di El Palito. L’arrivo delle petroliere al culmine del blocco e la mancanza di benzina nel Paese, sono fatti di rilevanza geopolitica per diverse ragioni.

In totale, l'Iran ha inviato 1,53 milioni di barili di carburante in Venezuela. Cosa significa questa consegna per le esportazioni iraniane di carburanti alla luce delle minacce statunitensi?

Seyyed Saeed Mirtorabi Hosseini, un analista iraniano di petrolio e gas, accademico all'Università di Kharazmi, ha detto a Sputnik:

"Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni (nel settore energetico) a due paesi, l'Iran e il Venezuela. Ma sono stati in grado di contrastare queste sanzioni unilaterali statunitensi. Con la riuscita spedizione di petroliere in Venezuela, che ha un disperato bisogno di carburante, l'Iran è sulla buona strada per affrontare le crudeli sanzioni statunitensi".

Il benvenuto alla petroliera iraniana Fortune alla raffineria El Palito, in Venezuela
© Sputnik . Marco Teruggi
Il benvenuto alla petroliera iraniana Fortune alla raffineria El Palito, in Venezuela

L'esperto ha sottolineato che è improbabile che gli Stati Uniti lancino un attacco alle petroliere iraniane nell'Oceano Atlantico o vicino alla costa venezuelana, poiché una tale manovra costerebbe loro caro:

"Le petroliere sono fornite di una scorta della Marina dell'Iran. Non credo che gli Stati Uniti faranno un passo come attaccare o dirottare le petroliere iraniane. Sarebbe considerata una violazione delle norme internazionali per la prevenzione delle collisioni in mare e generalmente costerebbe caro agli americani. L'unico svantaggio di queste petroliere è la possibile mancanza di assicurazioni internazionali, dal momento che molte grandi compagnie assicurative devono conformarsi alle regole dettate dagli Stati Uniti", ha affermato l'analista iraniano.

Mohammad Sadegh Jokar, un economista politico ed esperto scientifico presso l'Institute for International Energy Studies (IIES) del Ministero del petrolio iraniano, ha affermato che questa fornitura di carburante da parte delle petroliere è stata il primo attacco di un nuovo fronte della coalizione contro gli Stati Uniti:

"Con l'attuazione della politica di strangolamento di Donald Trump sull'economia iraniana, l'Iran ha cambiato il suo approccio. Mentre in precedenza l'Iran ha cercato di convincere alcuni paesi a non seguire le restrizioni imposte dagli Stati Uniti (in particolare Cina, India e Corea), ora li sta sfidando e dicendo "unisciti alla coalizione anti-sanzioni". In altre parole, l'Iran chiede a tutti i paesi soggetti alle sanzioni statunitensi di unirsi in un unico fronte per opporsi a questo strumento nella politica estera degli Stati Uniti".

La petroliera iraniana Fortune alla raffineria El Palito, in Venezuela
© Sputnik . Marco Teruggi
La petroliera iraniana Fortune alla raffineria El Palito, in Venezuela

L'esperto iraniano ritiene quindi che l'invio riuscito di queste petroliere in Venezuela sia un fallimento della politica di sanzioni internazionali di Trump contro il Venezuela.

Secondo Mohammad Sadegh Jokar, l'Iran sta inviando un segnale che la politica di Trump non ha avuto successo in Medio Oriente e sta cercando di impedirne il successo anche in America Latina.

"Questo è una specie di colpo alla politica elettorale di Trump nelle imminenti elezioni presidenziali", afferma.
Il benvenuto alla petroliera iraniana Fortune alla raffineria El Palito, in Venezuela
© Sputnik . Marco Teruggi
Il benvenuto alla petroliera iraniana Fortune alla raffineria El Palito, in Venezuela

Jokar è anche convinto che non ci saranno attacchi militari da parte degli Stati Uniti alle prossime petroliere iraniane che si dirigeranno verso la costa del Venezuela, poiché le minacce di Washington erano solo un bluff:

"Ci sono state molte uscite statunitensi su un loro possibile attacco e sequestro delle petroliere iraniane. Ma come possiamo vedere, gli iraniani sono stati in grado di mettere gli americani in quello che chiamiamo un "dilemma di sicurezza". In caso di qualsiasi attacco a petroliere, l'Iran reagirebbe istantaneamente nel Golfo Persico e colpirebbe la Marina degli Stati Uniti. Un esempio lampante di tale risposta è assumibile a quando il Regno Unito ha sequestrato la nostra petroliera a Gibilterra".

Secondo Jokar, gli Stati Uniti possono solo rispondere con una guerra informatica più aggressiva. I probabili passi che gli americani prenderebbero contro l'Iran e il Venezuela, a suo avviso, sono quelli di creare un'atmosfera nei media in cui, ad esempio, accuseranno il governo venezuelano di presumibilmente rubare riserve di valuta per sopravvivere e pagare gli aiuti iraniani.

Il benvenuto alla petroliera iraniana Fortune alla raffineria El Palito, in Venezuela
© Sputnik . Marco Teruggi
Il benvenuto alla petroliera iraniana Fortune alla raffineria El Palito, in Venezuela

In tutto questo che ruolo ha la Russia

L'esperto iraniano ha osservato che anche la Russia svolge un ruolo importante nell'alleanza energetica anti-sanzioni contro gli Stati Uniti e ha fornito un esempio del fatto che i paesi soggetti a sanzioni statunitensi potrebbero tentare di commerciare attraverso meccanismi diversi dal dollaro:

"Un sistema commerciale non in dollari è già stato testato con successo in modo limitato tra Russia e Cina. Pertanto, Russia, Iran e Venezuela possono lavorare insieme e la loro cooperazione può raggiungere il punto in cui anche la politica delle sanzioni economiche di Trump è impotente".

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Iran, Petrolio
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