03:02 31 Maggio 2020
Politica
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Una risoluzione del Parlamento europeo ha richiamato all'ordine la Corte di Giustizia della Ue per l'uso delle auto di servizio per viaggi privati. Un portavoce della Corte di Giustizia ha dichiarato che questa pratica era diffusa negli ultimi 2 anni.

Gli europarlamentari hanno redarguito l'autorità giudiziaria principale dell'Unione europea dall'utilizzo di autisti finanziati dai contribuenti per viaggi personali.

In una risoluzione sul bilancio della Ue per il 2018 pubblicata la scorsa settimana, gli eurodeputati hanno messo in guardia la Corte di giustizia dell'Unione Europea dagli "alti rischi etici e di reputazione" che questa prassi implica.

La Corte di Giustizia con sede in Lussemburgo fornisce a tutti i suoi 38 giudici e avvocati generali un'auto ufficiale e un autista. In diverse occasioni in passato, i membri del tribunale hanno sfruttato questo servizio per recarsi nel proprio Paese di origine o in altri Stati per motivi non correlati al lavoro.

Secondo il portavoce della Corte Juan Carlos Gonzalez, nel 2017 ci sono stati 32 casi in cui è stata utilizzata l'auto di servizio per scopi privati. In alcuni casi i giudici si sono recati a mostre d'arte o a funerali.

Gonzalez ha riferito al giornale Politico che il tribunale ha adottato "un approccio più restrittivo" sull'impiego degli autisti di servizio dal 2018, e il numero di casi è sceso a 23 quell'anno e ancor di più nel 2019 fermandosi a 3. Ha aggiunto che tutti questi casi erano "eccezionali e giustificati", in linea con quanto richiesto dai legislatori.

La risoluzione ha inoltre espresso preoccupazione per i casi in cui a un conducente è stato ordinato di recarsi nel Paese d'origine di un componente del tribunale per portarlo al lavoro. Tomas Zdechovsky, eurodeputato ceco che ha lavorato sulla risoluzione, ha affermato che era impossibile distinguere se quei casi fossero qualificati come viaggi privati ​​o di lavoro.

Juan Carlos Gonzalez ha dichiarato che ci sono stati 13 casi del genere nel 2018, quando un autista è stato costretto a prendere un giudice nel suo Paese d'origine a seguito di uno sciopero o del maltempo. Da allora, ha aggiunto, "tali viaggi sono effettivamente cessati".

Zdechovsky ha accusato la corte di non aver interagito con il Parlamento Europeo sulla questione - cosa negata da Gonzalez - mentre la risoluzione esorta la corte a riferire agli eurodeputati i progressi sul tema entro giugno.

Il richiamo all'ordine arriva quando l'autorità della Corte di Giustizia della Ue è stata messa in dubbio dalla corte costituzionale tedesca. I giudici tedeschi hanno criticato la decisione del tribunale lussemburghese del 2018 che ha dato il via libera al programma di Qe della Banca Centrale Europea. Hanno concluso che la decisione non era giuridicamente vincolante, contestando effettivamente l'autorità della corte sul diritto nazionale.

La Corte di giustizia in risposta ha dichiarato di essere l'unico organo a poter prendere provvedimenti giuridici sulla Banca Centrale Europea, mentre Ursula von der Leyen, la presidente tedesca della Commissione Europea, ha minacciato di avviare una procedura d'infrazione contro la Germania.

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Europarlamento, Scandalo, Corte di Giustizia dell'Unione Europea, Commissione Europea, Unione Europea, Giustizia
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