09:05 05 Giugno 2020
Politica
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Ieri i ministri degli Esteri di Grecia, Cipro, Francia, Emirati Arabi ed Egitto si sono visti in videoconferenza per denunciare le attività di trivellazione della Turchia nel Mediterraneo orientale, nonché le sue operazioni militari in Libia nell'ambito dell'accordo con il governo di unità nazionale a Tripoli; oggi è arrivata la risposta di Ankara.

Il portavoce del ministero degli Esteri turco Hami Aksoy ha accusato cinque Paesi, Grecia, Cipro, Emirati Arabi, Egitto e Francia, di aver creato il "caos regionale" nel Mediterraneo orientale cercando di formare "l'alleanza del male", dopo che i ministri degli Esteri di questi Stati hanno stigmatizzato congiuntamente le attività della Turchia nella regione, secondo quanto riferito da Associated Press.

"Chiediamo a questi Paesi di agire con il buon senso, le leggi e la prassi internazionali", ha affermato il portavoce del dicastero diplomatico turco citato da Associated Press. "La pace e la stabilità nella regione possono essere stabilite con un dialogo sincero e genuino, non attraverso alleanze del male".

Aksoy ha anche accusato la Francia di "patrocinare" la presunta alleanza, biasimando gli Emirati Arabi per "l'ostilità" contro la Turchia e insistendo sul fatto che sia la Grecia che Cipro cercano di compromettere i tentativi di Ankara di avviare un dialogo costruttivo.

I commenti del portavoce sono arrivati ​​a seguito della videoconferenza di ieri tra i ministri degli Esteri di questi Paesi, durante la quale hanno discusso le attività di trivellazione della Turchia in una zona contesa a Cipro, nonché le attività militari di Ankara in Libia.

La Turchia non riconosce il governo della Repubblica di Cipro ed è l'unico Stato al mondo a riconoscere l'esistenza della Repubblica turca di Cipro del Nord, a seguito della secessione del 1974.

Tags:
Politica Internazionale, Difesa, Sicurezza, Geopolitica, Mar mediterraneo, Recep Erdogan, Turchia
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