16:35 01 Giugno 2020
Politica
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I governatori delle Regioni di centrodestra hanno scritto al presidente del Consiglio e al Capo dello Stato per chiedere maggiori poteri alle autonomie e delle modifiche al DPCM sulla Fase 2.

I governatori di centrodestra di Lombardia, Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata, Abruzzo, Molise, Abruzzo, e il presidente della provincia autonoma di Trento si sono rivolti al premier Conte e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere aperture anticipate.

I rappresentanti delle autonomie hanno lanciato un appello affinché le Regioni ricevano maggiori poteri in questo periodo di crisi e possa essere modificato il DPCM sulla fase 2:

"La fase 2 è una fase nuova, che si giustifica per una progressiva diminuzione dell'emergenza. E' essenziale che si ritorni progressivamente ad un più pieno rispetto dell'assetto costituzionale e del riparto di competenze tra lo Stato e le Regioni, sempre in applicazione dei principi di sussidiarietà e leale collaborazione. Pare assolutamente necessario che l'attuale struttura del Dpcm 26 aprile 2020, imperniato su regole previste rigidamente in funzione della sola tipologia di attività economica svolta e con la possibilità di adottare, nelle singole regioni, solamente misure più restrittive, venga riformata in quanto non dotata della necessaria flessibilità capace di riconoscere alle Regioni, laddove la situazione epidemiologica risulti migliorata e i modelli previsionali di contagio in sostenuta decrescita, la possibilità di applicare nei loro territori regole meno stringenti di quelle previste a livello nazionale, con una compressione delle libertà costituzionali strettamente proporzionata all'esigenza di tutela della salute collettiva".

I governatori hanno dunque espresso la preoccupazione che, specie per le categorie maggiormente colpite, possa aprirsi un periodo di crisi economica irreversibile:

"Le Regioni condividono le fondate preoccupazioni delle categorie più volte espresse e quindi, pur essendo pienamente consapevoli che il virus non conosce confini geografici, sottolineano l'importanza di produrre il massimo sforzo per contemperare la doverosa tutela della salute con la salvaguardia del tessuto economico, non solo per limitare allo strettissimo indispensabile la compressione delle più importanti libertà fondamentali dei cittadini ma anche per evitare che la gravissima crisi economica in atto diventi irreversibile, con le catastrofiche conseguenze sociali correlate".

La Calabria si prepara a riaprire

E intanto la Calabria, con l'ordinanza della governatrice Jole Santelli, sfida il governo e dispone la riapertura di bar e ristoranti.

Le attività di ristorazione potranno dunque ripartire, a patto che il servizio venga svolto con tavoli all'aperto e si rispettino le norme anti-contagio.

Zaia: "Potremmo richiudere"

Il governatore della Regione Veneto Luca Zaia ha intanto invitato tutti ieri alla responsabilità e ha detto che il passaggio alla Fase 2 non significa un allentamento totale delle misure di sicurezza:

"Non vorrei che qualcuno si faccia l'idea che è tutto finito. Si può anche tornare in lockdown, lo dico subito e in maniera trasparente: stiamo lavorando per fissare in maniera plastica un tetto massimo di ricoverati nelle terapie intensive. E se lo raggiungiamo si torna a chiudere. Non ci sono alternative".

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