07:36 27 Maggio 2020
Politica
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In seguito al conflitto scaturito con l’OMS, gli USA stanno tentando di politicizzare l’attività di un’altra organizzazione dell’ONU. Sette senatori repubblicani hanno invitato il segretario generale dell’ONU a interrompere la nomina del rappresentante cinese nell’ambito del Consiglio dell’ONU per i diritti umani.

Jiang Duan, capo della missione cinese alla Rappresentanza ONU di Ginevra, di recente è stato nominato uno dei 5 ambasciatori all’interno del Comitato consultivo del Consiglio dell’ONU per i diritti umani. In tale sede rappresenterà gli interessi delle nazioni rientranti della regione Asia-Pacifico. In una lettera indirizzata a Guterres 7 senatori repubblicani degli USA hanno invitato insistentemente il segretario a prendere una posizione e a interrompere il processo di nomina del rappresentante cinese. Fra questi senatori figurano anche coloro che a suo tempo in seno alle istituzioni dell’ONU e in territorio statunitense tentarono di dare avvio a campagne contro la Cina per via dei problemi legati allo Xinjiang, al Tibet e a Hong Kong.

Nella lettera dei senatori, che cita l’emittente americana Fox News, si legge che “la Cina non dovrebbe ricoprire tale ruolo di prestigio o influenzare il Consiglio dell’ONU per i diritti umani in un momento in cui essa stessa viola i diritti umani nel proprio territorio e all’estero”. Hanno ammonito il segretario generale dell’ONU riguardo al fatto che il nuovo mandato di Jiang Duan darà alla Cina la possibilità di svolgere un ruolo di primo piano nella selezione di almeno 17 esperti indipendenti sui diritti umani. Inclusi coloro i quali si occupano di monitorare la libertà di parola, le sparizioni forzate, la detenzione arbitraria e altre violazioni dei diritti umani.

Gli USA hanno lasciato il Consiglio nel 2019 dopo che non sono evidentemente riusciti a trovare alleati che collaborassero alla politicizzazione di questo organo. Nel frattempo, negli ultimi anni la Cina ha difeso strenuamente i diritti e gli interessi dei Paesi in via di sviluppo partecipanti all’attività del Consiglio. La decisione della regione Asia-Pacifico di affidare alla Cina la rappresentazione dei propri interessi in seno al Comitato consultivo è la riprova della crescente autorità internazionale della Cina.

Il tentativo dei senatori statunitensi di gonfiare uno scandalo attorno alla Cina e al Consiglio ha fatto seguito al conflitto generatosi tra gli USA e l’OMS. Il 7 aprile, giornata mondiale della salute, il presidente degli Stati Uniti ha minacciato di interrompere l’erogazione di finanziamenti all’OMS. Come ragione principale Donald Trump ha addotto il fatto che l’OMS sarebbe “sempre dalla parte della Cina”. Il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, dal canto suo, ha accusato gli USA di politicizzare la pandemia del Covid-19. Ha dichiarato che l’OMS non si occupa di politica e che non vi è alcuna necessità di sfruttare la pandemia per guadagnare consensi. Il direttore generale dell’OMS ha altresì confutato le dichiarazioni secondo cui l’organizzazione sarebbe ben disposta verso la Cina e ha invece invitato gli USA e la Cina a cooperare per contrastare la pandemia.

L’OMS non ha intenzione di prendere posizione sulla questione Cina, ma le risposte dell’organizzazione mettono i bastoni fra le ruote ai tentativi statunitensi di politicizzare la pandemia, secondo quanto dichiarato in un’intervista rilasciata a Sputnik da Wang Peng, esperto dell’Università popolare cinese.

“Uno degli obblighi fondamentali di qualsivoglia Stato sovrano è la partecipazione alle organizzazioni internazionali quali l’OMS e il versamento delle relative quote. Ad ogni modo, la mancata volontà di alcuni Paesi di attenersi a tali regole non significa che questi debbano ostacolare altri Paesi nell’espletamento delle rispettive formalità. Quanto ai diritti umani e al contrasto all’epidemia le posizioni delle organizzazioni internazionali possono essere più obiettive ed eque rispetto alle opinioni che i singoli Stati sovrani hanno riguardo a tali materie. Pertanto, non farebbe male seguire le raccomandazioni emesse da tali organizzazioni indipendentemente che si tratti della diatriba dei diritti umani tra Cina e USA o del ruolo di questi ultimi nel contrasto all’epidemia”.

“Alcune figure politiche e media statunitensi hanno diramato accuse infondate circa il ruolo della Cina nel contrasto alla pandemia. Ad ogni modo, l’OMS e altri organi dell’ONU hanno presentato i propri rapporti. Queste organizzazioni non avevano intenzione di privilegiare la Cina. Hanno semplicemente presentato le loro conclusioni a dimostrazione dell’infondatezza delle affermazioni rivolte contro la Cina. Da qui deriva anche la reazione piccata di alcuni Paesi e politici la quale alla fine è confluita in una pesante critica delle organizzazioni internazionali e persino in attacchi diretti al direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus. La politicizzazione di questioni quali i diritti umani è un atteggiamento scorretto da parte di questi Paesi. Pertanto, tenere un simile comportamento in un momento in cui si cerca di combattere un’epidemia altro non è che una pratica scorretta”.

Durante la pandemia la Cina ha dimostrato quanto efficiente sia il proprio sistema politico ed economico, secondo Igor Shatrov, esperto del Fondo di sviluppo strategico. A suo avviso, l’epidemia ha consolidato la società cinese senza minarne le fondamenta. Gli USA contavano invece su un esito opposto. Proprio per questo ora lanciano frecciatine contro la Cina:

“Le dichiarazioni e le azioni degli USA in seno all’ONU e alle sue organizzazioni sono come degli spasmi. Hanno perso il momento propizio e ora tentano di recuperare quanto hanno perduto. La pandemia ha evidenziato la crisi sistemica dei valori occidentali e al contempo la forza del sistema alternativo rappresentato dalla Cina. L’autorità geopolitica della Cina conferisce fondatezza alla nomina di rappresentanti cinesi a cariche di rilievo all’interno delle organizzazioni internazionali. Pertanto, vi saranno certamente altri casi in cui gli USA tenteranno di creare ostacoli. Gli USA continueranno forzatamente in questa direzione poiché è in corso una ideologizzazione della loro politica senza precedenti”.

Il 9 aprile in occasione di una conferenza Zhao Lijian, portavoce del Ministero cinese degli Esteri, commentando le accuse rivolte dagli USA all’OMS, ha invitato a prestare attenzione alla dichiarazione emessa in esito all’ultimo vertice straordinario del G20. In tale documento è stata sottolineata la necessità di sostenere l’OMS e di attenersi agli obblighi imposti per coordinare gli sforzi internazionali nella lotta alla pandemia. La Cina continuerà come sempre a sostenere alacremente l’attività dell’OMS e a contribuire a garantire il primato di questa organizzazione nella cooperazione sanitaria. Il diplomatico ha altresì osservato che di recente l’ONU, l’UA, la Francia, il Ruanda, l’Etiopia e altri Paesi hanno espresso pubblicamente il proprio sostegno all’OMS. Ritengono, infatti, che la comunità internazionale nella contingenza attuale debba rafforzare la cooperazione nel contrasto all’epidemia.  

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