10:51 21 Ottobre 2020
Politica
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Il ministro degli Interni turco Suleyman Soylu ha dichiarato di aver rassegnato le proprie dimissioni dopo le critiche a causa dell'introduzione del coprifuoco nel Paese.

Il ministero degli Interni della Turchia nella tarda serata di venerdì ha annunciato che sabato e domenica sarebbe vietato uscire di casa ai residenti di 31 province, tra cui quelle di Ankara, Istanbul e Antalya, al fine di contenere la diffusione del coronavirus.

I militanti della principale forza di opposizione, Partito Popolare Repubblicano, hanno criticato questa decisione, poiché l'improvvisa notifica del coprifuoco ha causato grandi assembramenti di fronte ai negozi di alimentari e di conseguenza ha aumentato il rischio di diffusione del coronavirus.

"Tutta la responsabilità per l’introduzione del coprifuoco al fine di prevenire lo sviluppo della pandemia ricade su di me. Questo non avrebbe dovuto portare a ciò a cui abbiamo assistito. Non volevo provocare danni e mi dimetto dalla mia posizione che ho ricoperto nel Ministero degli Affari Interni", ha scritto Soylu in un post su Twitter.

Erdogan non accetta le dimissioni

Il presidente turco Recep Erdogan ha rifiutato le dimissioni del ministro dell'Interno. La conferma arriva da una nota diffusa dall'Amministrazione Presidenziale turca, diffusa un'ora dopo l'annuncio delle dimissioni fatto da Soylu:

"Il nostro ministro ha richiesto le dimissioni. Erdogan ha dichiarato di non ritenere ammissibile questa richiesta. Le dimissioni sono respinte. Il ministro continuerà a ricoprire la propria carica." 

L'11 marzo l'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato l'epidemia di COVID-19 una pandemia. Ad oggi, oltre 1,8 milioni di persone sono state infettate dal coronavirus in tutto il mondo, con oltre 113.000 vittime.

In Turchia sono stati finora accertati 56.956 casi di contagio dal coronavirus, un dato complessivo che include 52.312 positivi, 3.446 guariti e 1.198 deceduti.

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