16:01 01 Giugno 2020
Politica
URL abbreviato
6510
Seguici su

Nel settembre 2015 al culmine della crisi migratoria a seguito della politica delle porte aperte della Germania, la Commissione Europea aveva disposto la ripartizione di 160mila migranti e richiedenti asilo dai Paesi dell'Europa meridionale, più colpiti dalla pressione migratoria.

La Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE) ha stabilito che la Polonia, l'Ungheria e la Repubblica Ceca hanno violato le leggi comunitarie col rifiuto di farsi carico delle quote di ripartizione dei migranti.

Nella sentenza emessa oggi, la Corte di Giustizia ha concluso che i tre Stati non avevano le basi legali per riferirsi a questioni di sicurezza nazionale o sostenere che il programma di ridistribuzione dei migranti della Ue fosse inadatto come motivazione del loro rifiuto di farsi carico dei richiedenti asilo.

La sentenza conferma il precedente parere dell'avvocato generale e spiana la strada alla Commissione Europea per imporre sanzioni pecuniarie ai tre Stati membri della Ue.

Varga Judit, ministra della Giustizia ungherese, ha dichiarato reagendo alla sentenza che l'idea del programma di reinsediamento dei migranti era "irragionevole sin dall'inizio e non è mai stata pienamente attuata da quasi tutti i Paesi".

"Continueremo a combattere contro il mainstream europeo, che non ha ancora capito che sostenere l'immigrazione non è una buona risposta ai problemi dell'Europa", ha scritto in un post su Facebook.

Nel settembre 2015 il Consiglio d'Europa aveva approvato la proposta della Commissione Europea per ricollocare 160mila rifugiati e richiedenti asilo arrivati in Italia e in Grecia durante la peggiore crisi migratoria del continente. Ogni Paese della comunità avrebbe ricevuto un contributo di 6mila euro per ogni migrante accolto secondo la ripartizione per quote.

La Polonia e l'Ungheria avevano votato contro le quote e in aggiunta non hanno accolto nessun migrante; la Repubblica Ceca ha invece accettato solo 12 immigrati.

Tags:
Migranti, Crisi dei migranti, multa, Repubblica Ceca, Polonia, Ungheria, Immigrazione, Unione Europea, Corte di Giustizia dell'Unione Europea
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook