14:37 09 Agosto 2020
Politica
URL abbreviato
1213
Seguici su

Dal 2008, anno dell’autoproclamazione di indipendenza del Kosovo, si sono succeduti 4 governi e nessuno di essi ha resistito fino a compimento del proprio mandato quadriennale.

Riguardando alla storia kosovara, il presidente Hashim Thaçi è colui che più a lungo è riuscito a ricoprire quel ruolo, mentre il governo di Albin Kurti è stato quello più “rapido”.

Il governo di Albin Kurti, leader del partito Vetëvendosje! (in italiano, Autodeterminazione), è stato sciolto dalla maggioranza del parlamento kosovaro nella notte del 25 marzo ed è rimasto in carica per soli 50 giorni. Sarà ricordato come il governo che più rapidamente si è sciolto nella storia della repubblica autoproclamata.

La ragione ufficiale di questo scioglimento anticipato è stata la revoca della carica di ministro degli Interni da Agim Veliu, appartenente al partito Lega democratica del Kosovo, membro della coalizione assieme a Vetëvendosje!, per aver contribuito alla diffusione del panico e all’introduzione nella repubblica autoproclamata dello stato di emergenza legato alla diffusione del coronavirus.

La ragione ufficiosa è il dissenso rilevato nell’attuazione delle richieste statunitensi finalizzate alla rimozione dei dazi sulle merci provenienti dalla Serbia centrale e dalla Bosnia ed Erzegovina che erano stati introdotti dal predecessore di Kurti, Ramush Haradinaj.

Due volte Haradinaj, tre volte Thaçi

Ramush Haradinaj ha ricoperto per 2 volte la carica di primo ministro del governo kosovaro ed entrambe le volte si è dimesso dall’incarico. La prima volta è stato primo ministro tra il 2004 e il 2005. In quell’anno si dimise dall’incarico perché dovette costituirsi in giudizio in qualità di accusato innanzi alla Corte penale internazionale durante gli scontri armati verificatisi tra Kosovo e Metochia. Nel 2008 il Tribunale penale internazionale per l’ex-Jugoslavia lo assolse. La seconda volta Ramush Haradinaj ha guidato il governo kosovaro dal 2017 e il 2019. L’anno scorso si è dimesso sempre per ragioni di carattere giudiziale: il Tribunale speciale per i crimini di guerra compiuti dall'Esercito di liberazione del Kosovo lo convocò in giudizio in qualità di indagato per i crimini perpetrati tra il 1998 e il 2002.

Nel 2005 Haradinaj in qualità di primo ministro del Kosovo non ancora autoproclamatosi indipendente dalla Serbia fu sostituito da Bajram Kosumi che rimase in carica per breve tempo, solo fino al 2006 quando gli succedette Agim Çeku, politico kosovaro ed ex militare.

Çeku rimase a capo del governo fino al 2008 quando fu costretto a dimettersi in maniera analoga a Kurti: su richiesta dell’allora suo partner di coalizione, Hashim Thaçi, il quale dopo le elezioni divenne il nuovo primo ministro del Kosovo. Il suo governo viene ricordato perché il 17 febbraio 2008, un mese dopo l’inizio del mandato di Thaçi, è stata proclamata unilateralmente l’indipendenza del Kosovo. Hashim Thaçi ha rivestito la carica di primo ministro per tre volte, se si considera anche il periodo compreso tra il 1999 e il 2000 quando durante e sul finire dell’aggressione della NATO alla Jugoslavia era a capo del cosiddetto “governo di transizione” kosovaro. Dopodiché ricoprì questo ruolo per 2 volte tra il 2008 e il 2014.

Nel 2010 fu lui stesso a sciogliere il suo governo per avere la possibilità di candidarsi per un altro mandato nel già autoproclamato, a detta di Pristina, Kosovo e di avviare negoziati con Belgrado.

Prima e dopo Thaçi

Nel 2014 in esito alle elezioni straordinarie divenne primo ministro l’ex sindaco della maggiore città kosovara, Pristina, Isa Mustafa che rimase in carica fino al 2017. La ragione dello scioglimento del suo governo è legata a una delle condizioni principali imposte da Bruxelles per la concessione a Pristina di linee preferenziali in materia di visti. A sostituire Mustafa nel 2017 intervenne Ramush Haradinaj e dopo 2 anni, alle ennesime elezioni straordinarie dopo le dimissioni di Haradinaj, vinse Kurti. Questi riuscì solamente a febbraio 2020 a formare un governo contro il quale il parlamento kosovaro ha votato la sfiducia nei giorni scorsi.

Prima dell’autoproclamazione dell’indipendenza il governo della regione meridionale della Serbia tra il 2002 e il 2004 era retto da Bajram Rexhepi e prima di lui da Bujar Bukoshi, noto altresì come capo dell’organizzazione terroristica FARK (Forze armate del Kosovo). L’organizzazione fu rivale dell’Esercito per la Liberazione del Kosovo, organizzazione che Belgrado ritiene terroristica, della quale in passato hanno fatto parte sia Ramush Haradinaj sia Hashim Thaçi, l’attuale presidente kosovaro. Al momento quest’ultimo ha, secondo la Costituzione, due possibilità per costituire un nuovo governo: indire nuove elezioni anticipate oppure nominare un primo ministro eventualmente proposto da Vetëvendosje!, il partito di Kurti che ha vinto alle ultime elezioni.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook