12:14 07 Giugno 2020
Politica
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La Turchia deve smettere di usare la minaccia di un milione di rifugiati diretti verso l’UE per "ricattare" Bruxelles, ritiene il viceministro degli Esteri siriano Faisal Mekdad.

Dopo una significativa escalation delle ostilità nella provincia siriana Idlib a febbraio, la Turchia ha dichiarato di non essere più in grado di trattenere i flussi dei migranti ed ha aperto ad essi le frontiere con l’UE. La crisi ha colpito principalmente i paesi europei confinanti con la Turchia, la Grecia e la Bulgaria. Le autorità europee hanno adottato una serie di misure per contenere la nuova ondata di rifugiati e hanno inoltre tenuto colloqui con Ankara per trovare un modo di risolvere la crisi. Il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha dichiarato che l'UE è pronta ad aiutare la Turchia nella questione dei rifugiati, ma non permetterà l’uso dei migranti come strumento di pressioni politiche sull’Europa.

"Non tutti quelli che la Turchia inviava nei paesi occidentali sono siriani. Molti di loro sono afghani oppure originari di altri paesi, quindi la Turchia dovrebbe smettere di ricattare l'Europa", ha detto Mekdad.

Ad avviso del diplomatico siriano, la Turchia stessa ha creato condizioni tali da far radunare i rifugiati ai confini tra Turchia e Grecia nelle ultime settimane. Mekdad ha anche osservato che questa situazione non favorisce il ritorno dei rifugiati siriani nella loro patria.

"La Turchia e i suoi agenti nella Siria nord-orientale impediscono ai siriani di tornare in Siria mediante le rotte create appositamente per questo", ha aggiunto il diplomatico.

Erdogan ritira i rifugiati dai confini

Ankara ha preso una decisione di ricollocare i rifugiati in diverse città del paese al fine di evitare un'epidemia di coronavirus che potrebbe avere conseguenze disastrose. Circa 6mila migranti si trovavano ai confini con l’UE, aspettando il via libera per poter attraversare il confine.

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