08:30 30 Marzo 2020
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Infezione di coronavirus diventa pandemia (112)
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Lettera aperta di alcuni leader dell'Ue, tra cui Conte, al presidente del Consiglio Europeo Michel per chiedere unità, comunione d'intenti. Manca la firma della Merkel.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ed alcuni leader europei hanno inviato poco fa una lettera al presidente del Consiglio Europeo Cahrles Michel, per chiedere che l’azione dell’Ue sia sincronizzata, unitaria e comune.

Chiedono che si agisca adesso non solo sulla situazione emergenziale, ma che si pensi da subito al dopo: “dobbiamo agire oggi e preparare il nostro futuro comune. Apriamo pertanto il dibattito ora e andiamo avanti, senza esitazione.”

Questo quanto chiedono il primo ministro del Belgio, della Grecia, dell’Irlanda, del Lussemburgo, del Portogallo, della Slovenia, della Spagna e il presidente della Repubblica francese.

Manca la firma della Merkel, forse perché in quarantena, ma manca anche la firma di altri Paesi europei. 

I firmatari nella lettera chiedono allineamento

I firmatari chiedono che le prassi adottate siano allineate in tutta Europa, “basandoci su esperienze pregresse di successo, sulle analisi degli esperti, sul complessivo scambio di informazioni. È necessario ora, nella fase più acuta dell’epidemia. Il coordinamento che tu hai avviato, con Ursula von der Leyen, nelle video-conferenze tra i leader è d’aiuto in tal senso”.

Servono linee guida condivise per affrontare anche le fasi successive dell’emergenza sanitaria quando gradualmente si tornerà alla normalità. Linee guida che dovranno evitare i contagi di ritorno dagli altri Paesi.

“Dobbiamo chiedere alla Commissione europea di elaborare linee guida condivise, una base comune per la raccolta e la condivisione di informazioni mediche ed epidemiologiche, e una strategia per affrontare nel prossimo futuro lo sviluppo non sincronizzato della pandemia.”

Tenere i confini interni aperti

Nella lettera i primi ministri chiedono al presidente del Consiglio Ue che i confini interni restino aperti alla libera circolazione delle merci tra gli stati per garantire a tutti l’approvvigionamento dei prodotti.

Bisogna che vi sia la “la libera circolazione di dispositivi medici vitali all’interno dell’UE”, una solidarietà che in queste ultime settimane stava trovando difficoltà nell’affermarsi come la stessa Italia ha sperimentato personalmente.

Per il futuro dell’Europa

Guardando al futuro dell’Europa, la dopo e quindi alla difficoltà economica che resterà in tutti i Paesi, bisogna agire ora, pensare ora per fare in modo tale che “il minor numero di imprese fallisca, cha la liquidità continui a giungere all’economia e che le banche continuino a concedere prestiti nonostante i ritardi nei pagamenti e l’aumento della rischiosità”.

Serve pertanto “un approccio regolamentare che protegga il lavoro e la stabilità finanziaria”.

Ma serviranno anche, scrivono i leader, decisioni di politica fiscale audaci, “come quelle che abbiamo iniziato ad assumere, col sostegno di messaggi chiari e risoluti da parte nostra, come leader nel Consiglio Europeo.”

All’Europa serve la solidarietà finanziaria

“Dobbiamo riconoscere la gravità della situazione e la necessità di una ulteriore reazione per rafforzare le nostre economie oggi, al fine di metterle nelle migliori condizioni per una rapida ripartenza domani. Questo richiede l’attivazione di tutti i comuni strumenti fiscali a sostegno degli sforzi nazionali e a garanzia della solidarietà finanziaria, specialmente nell’Eurozona.”

Il nuovo Coronavirus minaccia all’unità Ue più della Brexit

E se la Brexit era stata vista come una forte minaccia all’unità dell’Unione Europea, come un banco di prova della volontà dei singoli stati di appartenere veramente alla Casa comune dell’Europa, il nuovo Coronavirus ha alzato l’asticella di questa verifica a un livello altissimo.

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