05:04 31 Marzo 2020
Politica
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In esito alla crisi politica di febbraio in Germania, Annegret Kramp-Karrenbauer, anche chiamata "mini Merkel", ha deciso di lasciare la presidenza del partito CDU e di rinunciare alla sua ambizione alla carica di cancelliera. Dunque, a succedere all’attuale capo di governo vi sono ora tre nuovi candidati.

Sputnik vi spiega le prospettive delle relazioni russo-tedesche.

Una lingua comune

L'attuale cancelliera Angela Merkel è una figura chiave nei negoziati tra Mosca e l'Unione Europea. Dal punto di vista dei Paesi occidentali, Vladimir Putin rispetta e tiene in seria considerazione questa sua interlocutrice. Entrambi i leader, infatti, parlano letteralmente la stessa lingua: il presidente russo parla tedesco, mentre Merkel parla russo. In quindici anni di lavoro congiunto, sono riusciti a capirsi a vicenda. Nonostante le loro divergenze, il dialogo tra loro è sempre stato costruttivo.

E Merkel è stata ripetutamente criticata per avere un atteggiamento "troppo amichevole" nei confronti di Putin. Anche se sarebbe difficile accusarla di russofilia: infatti, la posizione di Berlino rimane rigida su alcune questioni di principio. Dopo gli eventi del 2014, la Germania ha aderito alle sanzioni anti-russe. La maggior parte delle relazioni in ambito economico si sono bloccate e anche i progressi nei settori politico e culturale vanno a rilento. Contatti di valore sono comunque salvaguardati. Berlino sostiene, ad esempio, il progetto Nord Stream 2 volto a garantire forniture di gas che transitino direttamente dalla Russia alla Germania, senza passare dall'Ucraina. Inoltre, uno dei principali partner commerciali ed economici della Russia, nonostante le sanzioni, rimane il più grande Land federato tedesco, la Baviera.

Ad ogni modo, dal 2021 il leader russo dovrà instaurare un dialogo con il nuovo cancelliere, ossia una persona con un vissuto e delle esperienze professionali diversi da quelli di Merkel. Tra l’altro, non dimentichiamoci che i tedeschi intrattengono strette relazioni con gli USA, il loro principale alleato geopolitico.

Le dimissioni

Fino a poco tempo fa ci si aspettava che Annegret Kramp-Karrenbauer, ministra della Difesa nell’attuale gabinetto di governo, avrebbe sostituito Merkel. Nonostante il soprannome di "Mini Merkel", Kramp-Karrenbauer aveva fatto capire che non avrebbe seguito le orme di Merkel: ad esempio, avrebbe rivisto la politica tedesca in materia migratoria e probabilmente avrebbe assunto una posizione più rigida nei confronti di Mosca.

Ma non sapremo mai come si sarebbe configurata la collaborazione russo-tedesca con questa nuova attrice della scena tedesca. Infatti, a febbraio 2020 la ministra della Difesa è stata costretta a dimettersi dalla carica di leader del partito e a rinunciare alla corsa alla carica di cancelliera. Il motivo è stato lo scandalo delle elezioni in Turingia in occasione delle quali i rappresentanti della CDU e del Partito Liberale Democratico si sono coalizzati con il partito di estrema destra Alternativa per la Germania.
“Ciò che è accaduto è imperdonabile. Il risultato va annullato”, ha dichiarato Merkel. Anche Kramp-Karrenbauer ha invitato a rivedere l’esito delle elezioni e si è dimessa. Il nuovo leader della CDU verrà nominato il 25 aprile.

Tre candidati

Ministerpräsident des Landes Nordrhein-Westfalen Armin Laschet (Archivbild)
© AP Photo / Michael Probst
Armin Laschet

A contendersi questa carica vi sono 3 politici, tutti a favore di un rafforzamento del partenariato transatlantico e delle sanzioni contro la Russia. Il più giovane è il cinquantanovenne compagno di partito dell’attuale cancelliera, Armin Laschet. Questi è presidente del Land federato più popoloso del Paese, la Renania settentrionale – Vestfalia, e lavora con Merkel sin dal primo mandato di governo di quest’ultima.

Laschet condivide la visione di Merkel circa la collaborazione con la Russia: infatti, in Germania è chiamato Putinversteher, ossia “intenditore di Putin”. Dopo l’unificazione della Crimea alla Russia Laschet ha invitato a non cadere nell’isteria contro la Russia e a continuare invece a dialogare con Mosca. Laschet, inoltre, non condivide le critiche mosse contro Mosca circa la presenza russa in Siria.

Ad aprile 2018, quando si cominciò a parlare del caso Skripal, Laschet scrisse su Twitter: “Se costringete quasi tutti i Paesi della NATO a mostrare la propria solidarietà, non dovremmo forse ottenere evidenze affidabili? Potete trattare la Russia come volete, ma io ho imparato a interagire con le nazioni in modo diverso quando ho studiato diritto internazionale”.

Friedrich Merz
© Sputnik . Paul Linke
Friedrich Merz

A differenza di Laschet, l’altro contendente alla leadership del partito, Friedrich Merz, ex leader del gruppo parlamentare CDU/CSU, è un avversario di lunga data di Merkel.

All’inizio degli anni 2000 si è trovato a fronteggiare la cancelliera per accaparrarsi la carica di capo del partito, ma non era ancora venuto il suo momento.

Merz è fortemente contrario alla presenza russa in Siria. Mosca, secondo lui, sarebbe direttamente coinvolta nella guerra e non starebbe tentando di mantenere l'ordine nel Paese. Al contempo, ritiene che l'Occidente debba trovare approcci adatti a cooperare con la Russia sebbene il comportamento di Mosca “complichi il raggiungimento dell’obiettivo”.

CDU-Politiker und Vorsitzender des Auswärtigen Ausschusses des Bundestags, Norbert Röttgen (Archiv)
© AFP 2020 / MAURIZIO GAMBARINI
Norbert Röttgen

Per il terzo candidato, Norbert Röttgen, la Russia è un tema ambiguo. Röttgen è presidente della commissione per la politica estera del Bundestag e ha una posizione rigida nei confronti di Mosca.

È contrario al coinvolgimento russo nel conflitto siriano. A suo avviso, non sortisce alcun effetto una comunicazione amichevole con il presidente russo, ma sarebbe più efficace imporre nuove sanzioni ai danni di Mosca. “Finora Putin non ha dovuto pagare in alcun modo la sua campagna di espansione a fianco di Assad”, ha affermato Röttgen.

Anzitutto la politica interna

Secondo lo Spiegel, il candidato più popolare è Friedrich Merz. Al secondo posto vi è Armin Laschet e Norbert Röttgen è l’ultimo della classifica. Tuttavia, è difficile capire chi di loro sia il preferito della cancelliera.

“L’ultimo che vorrebbe vedere al suo posto è Merz che l’ha criticata più duramente di tutti. Laschet è un candidato più approcciabile, ma si accompagna al ministro della Sanità Jens Spahn che in materia di politica interna ha delle divergenze con Merkel”, così analizza la situazione Aleksandr Kokeev, ricercatore capo dell’Istituto di economia mondiale e relazioni internazionali in seno all’Accademia nazionale russa delle Scienze (RAN).

Gli esperti interpellati da Sputnik sono convinti che la posizione di tutti e tre i candidati relativamente alla cooperazione russo-tedesca abbia per i tedeschi un’importanza secondaria. Secondo Kokeev, gli elettori sono in primo luogo interessati alle questioni legate alle pensioni, alla previdenza sociale e ai migranti.

Quest’idea è condivisa anche da Aleskandr Kamkin, ricercatore capo del Centro di studi germanici presso l’Istituto europeo in seno alla RAN: “I problemi principali in Germania sono la crescita zero, l’inflazione dell’eurozona, il calo delle esportazioni, il peggioramento della situazione sul mercato del lavoro”.

Un miglioramento delle relazioni russo-tedesche andrebbe di pari passo con un aumento del fatturato. Questo, tuttavia, è un fattore più importante per Mosca che per Berlino. “Tra i Paesi verso cui la Russia esporta la Germania occupa una delle prime posizioni, mentre la Russia non compare nemmeno fra i primi dieci Paesi che beneficiano delle merci tedesche”, osserva l’esperto. “Una posizione favorevole alla Russia di uno dei candidati potrebbe interessare maggiormente quegli elettori legati alla Russia, ad esempio nostri ex compatrioti”. Tuttavia, stando all’esperto, questa fascia della popolazione, benché nutrita, non potrebbe determinare la sorte delle elezioni.

Aleksandr Kokeev sottolinea tra l’altro che, nonostante le divergenze dei candidati, la Russia rimane per la Germania un partner importante.

“Tutti i candidati sono determinati a proseguire il dialogo. L’unica differenza è che alcuni di loro hanno posizioni più rigide”, nota l’esperto.

Sia gli esperti russi sia quelli tedeschi concordano sul fatto che la politica di Berlino nei confronti di Mosca sia coerente e che non vi saranno bruschi cambiamenti. Dunque, anche l’equilibrio che Merkel è riuscita a rispettare sarà garantito.

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