08:42 10 Aprile 2020
Politica
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Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato il decreto che prevede lo svolgimento del voto generale sugli emendamenti alla Costituzione della Federazione Russa il 22 aprile.

Però il presidente ha detto che la data non è fissata; se la situazione (riguardo la pandemia del coronavirus - ndr.) cambia, il voto sarà spostato. 

Come sottolineato dal presidente russo, la salute dei cittadini viene prima di tutto.

Putin ha allo stesso tempo affermato che la firma del decreto sul voto senza data non ha senso.

"Tenendo presente la difficile situazione epidemiologica nel mondo, in un modo o nell'altro anche se non è così dura come in altri Paesi ci colpisce, voteremo solo se lo consentiranno gli eventi, perché nonostante l'importanza delle modifiche alla legge di base del Paese, non c'è nulla di più importante della salute e della vita dei nostri cittadini", ha affermato Putin.

In precedenza, la Corte Costituzionale della Federazione Russa ha stabilito che la legge per la riforma della Costituzione rispetta i principi della stessa, emerge dai materiali del tribunale.

"La Corte Costituzionale della Federazione Russa ha stabilito che: la procedura per l'entrata in vigore dell'articolo 1 della legge della Federazione Russa sulle modifiche alla Costituzione della Federazione Russa per il miglioramento della regolamentazione di alcune questioni relative all'organizzazione e al funzionamento dell'autorità pubblica "è coerente con la Costituzione della Federazione Russa... le disposizioni della legge della Federazione Russa sull'emendamento alla Costituzione della Federazione Russa sul miglioramento della regolamentazione di alcune questioni relative all'organizzazione e al funzionamento dell'autorità pubblica" sono conformi alle disposizioni dei capitoli 1, 2 e 9 della Costituzione della Federazione Russa", si afferma nel dispositivo pubblicato sul sito web ufficiale della Corte Costituzionale.

Gli emendamenti entreranno in vigore con il parere favorevole della Corte Costituzionale e se il disegno di legge sarà sostenuto da più della metà dei cittadini che si recheranno alle urne per votare.

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