21:34 06 Agosto 2020
Politica
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La sorella minore del leader della Repubblica Popolare Democratica di Corea, vicedirettrice del Comitato Centrale del Partito del Lavoro Kim Yo-jong ha definito i lanci di missili nel corso delle esercitazioni un atto di autodifesa e la reazione della Corea del Sud aggrava la situazione, riporta l’agenzia Yonhap.

Ieri il ministero della Difesa sudcoreano ha reso noto che Pyongyang ha condotto lunedì delle esercitazioni con l’uso di artiglieria a lunga gettata e che le esercitazioni sono stati guidate dal leader nordcoreano Kim Jong-un. Secondo Seul e Tokyo, si tratta di lancio di missili. I vertici militari hanno dichiarato che "monitoreranno ulteriori lanci e sono pronti ad intervenire".

Kim Yo-jong ha detto che non ha senso per la Corea del Sud opporsi agli addestramenti militari della Repubblica Popolare Democratica di Corea mentre la Corea del Sud stessa partecipa ad esercitazioni insieme agli USA. Secondo lei, tale mossa di Seul non farà che accrescere la sfiducia nei suoi confronti.

"Questo significa che loro devono essere preparati militarmente, mentre noi non possiamo condurre esercitazioni militari", riporta l'agenzia Yonhap, citando le parole di Kim Yo-jong rilasciate alla KCNA (Korean Central News Agency), l'agenzia di stampa nordcoreana.

"Chi tratterebbe gente che fa argomentazioni irragionevoli come queste come una controparte normale?", ha aggiunto la sorella del leader nordcoreano.

Come riferito dalla KCNA, lo scorso 28 febbraio Kim Jong-un durante le esercitazioni da lui guidate ha affermato di essere sicuro che l’esercito della Corea del Nord “continuerà ad aumentare costantemente le proprie forze”.

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