20:56 04 Giugno 2020
Politica
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Escalation ad Idlib (50)
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Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che il suo Paese non ha problemi con la Russia e l'Iran relativamente alla situazione in Siria.

"La Turchia non ha nel mirino la Russia o l'Iran con le azioni intraprese in Siria. Il nostro intervento è rivolte esclusivamente contro le forze del regime siriano. Le perdite che il regime ha subito finora sono solo l'inizio. Mi rivolgo alla Russia e all'Iran. Non abbiamo alcun problema con voi in Siria, non abbiamo nel mirino né la Federazione Russa né l'Iran. Non ci servono il petrolio ed i territori della Siria. Combattiamo per la nostra sicurezza nazionale. Siamo noi, non la Russia, non l'Iran o altri Paesi, ad aver 3,7 milioni di profughi. Non possiamo sopportare questo carico", ha detto Erdogan, parlando ad Ankara.

Erdogan ha inoltre aggiunto che "è terminato il periodo di sacrifici unilaterali della Turchia sui profughi".

"Da quando abbiamo aperto i confini, il numero di rifugiati in viaggio verso l'Europa è nell'ordine delle decine di migliaia. Tale numero sarà presto nell'ordine del milione", ha detto.

Il presidente turco Tayyip Erdogan ha dichiarato di auspicare in un cessate il fuoco ad Idlib dopo i colloqui che avrà con il suo capo di Stato russo Vladimir Putin il 5 marzo a Mosca.

"Giovedì discuteremo con Putin gli eventi ad Idlib. Spero che come risultato della nostra conversazione sia possibile una tregua", le parole di Erdogan pronunciate ad Ankara.

Siria, escalation ad Idlib

La situazione ad Idlib si è aggravata dopo che i terroristi del gruppo fondamentalista Tahrir al-Sham il 27 febbraio hanno avviato un'offensiva su vasta scala contro le posizioni delle forze governative siriane. L'esercito siriano ha reagito al fuoco ostile. Secondo il ministero della Difesa russo, sono stati bombardati anche soldati turchi, che però non avrebbero dovuto trovarsi in questa area.

Nei bombardamenti dell'esercito siriano secondo gli ultimi dati ufficiali 36 militari turchi sono stati uccisi, più di 30 sono rimasti feriti. Immediatamente dopo aver ricevuto informazioni sui militari turchi colpiti, la parte russa ha intrapreso le misure per un completo cessate il fuoco da parte delle truppe siriane e si è assicurata l'evacuazione sicura dei militari turchi morti e feriti in Turchia. Il ministero della Difesa russo ha sottolineato che i velivoli delle forze aerospaziali russe non sono stati operativi in quest'area.

Pressione sul confine greco-turco dopo apertura frontiere a profughi e migranti di Erdogan

Sullo sfondo dell'escalation nella provincia siriana di Idlib, la Turchia ha fatto sapere che non sarebbe riuscita a contenere i flussi di migranti e profughi, pertanto ha aperto i suoi confini con la Ue. Negli ultimi tre giorni sono stati sventati circa 20mila tentativi di sconfinamento da parte dei migranti. Il confine greco è presidiato da centinaia di agenti di polizia e dall'esercito. Nella giornata di ieri il governo greco ha fatto sapere che la pressione migratoria ai confini rappresenta una minaccia alla sicurezza nazionale.

Nel primo giorno 66 migranti che erano riusciti ad entrare nel territorio greco sono stati arrestati, nel secondo giorno sono state fermati 73 clandestini.

Estonia in soccorso di Grecia e Bulgaria per fermare migranti

L'Estonia è pronta ad aiutare le guardie di frontiera di Grecia e Bulgaria per contenere il flusso di profughi a seguito della crisi migratoria, ha riferito oggi il ministro degli Esteri del Paese baltico Urmas Reinsalu.

Secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), lungo la parte turca del confine di 212 chilometri con la Grecia, la sera del 29 febbraio si erano ammassate 13mila persone che speravano di entrare nel territorio della Ue dopo che Ankara aveva rinunciato al contenimento di questa pressione. 

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Politica Internazionale, Recep Erdogan, Russia, Turchia, Siria, crisi in Siria
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