05:05 31 Marzo 2020
Politica
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Escalation ad Idlib (46)
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I presidenti di Iran e Turchia, rispettivamente Hassan Rouhani e Recep Tayyip Erdogan, hanno discusso la situazione nella provincia siriana di Idlib; Ankara si è espressa a favore della necessità di continuare la cooperazione con Iran e Russia per raggiungere la normalizzazione in Siria.

La conversazione telefonica dei due presidenti, come si legge in una dichiarazione pubblicata sul sito web della presidenza iraniana, è avvenuta oggi a seguito dell'escalation nella provincia siriana di Idlib.

"La questione di Idlib, data la concentrazione di pericolosi terroristi e la salvaguardia delle vite degli abitanti innocenti in questa regione, è molto complicata. Da un lato occorre proteggere le vite delle persone e, dall'altro, sradicare i terroristi", ha detto Rouhani al presidente turco.

A sua volta Erdogan ha sostenuto che "la situazione ad Idlib non può continuare", affermando che Ankara è preoccupata dalla sorte dei risultati del "processo di Astana".

"Questo dialogo ha avuto buoni risultati, dobbiamo continuare per raggiungere una pace sostenibile", ha affermato il presidente turco, parlando del formato Astana dei colloqui sulla Siria.

Telefonata tra Rouhani e Putin

Il capo di Stato russo Vladimir Putin e il presidente iraniano Hassan Rouhani hanno discusso la situazione in Siria nel contesto delle tensioni nella zona di de-escalation di Idlib, ha comunicato oggi l'ufficio stampa del Cremlino.

"La situazione in Siria viene esaminata nel contesto delle crescenti tensioni nella zona di de-escalation ad Idlib. E' stata manifestata l'opinione comune sulla necessità della piena attuazione degli accordi raggiunti nel formato di Astana, soprattutto in relazione alla lotta contro i terroristi nel rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale della Siria", si legge nella nota del Cremlino.

A sua volta Rouhani ha riferito a Putin che la situazione ad Idlib non dovrebbe essere sfruttata come pretesto per l'intervento degli Stati Uniti: questa eventualità è da scongiurare, ha comunicato l'ufficio stampa del presidente iraniano.

"E' stato più volte sottolineato che la crisi siriana può essere risolta solo con mezzi politici e che sarà risolta attraverso il dialogo. Ma non dobbiamo permettere che la situazione ad Idlib diventi un pretesto per l'interferenza e l'abuso da parte degli Stati Uniti della questione siriana", ha detto Rouhani a Putin, secondo il comunicato sul sito ufficiale della presidenza iraniana.

Escalation ad Idlib

La situazione ad Idlib si è aggravata dopo che i terroristi del gruppo fondamentalista Tahrir al-Sham il 27 febbraio hanno avviato un'offensiva su vasta scala contro le posizioni delle forze governative siriane. L'esercito siriano ha reagito al fuoco ostile. Secondo il ministero della Difesa russo, sono stati bombardati anche soldati turchi, che però non avrebbero dovuto trovarsi in questa area.

Nei bombardamenti dell'esercito siriano 33 militari turchi sono stati uccisi, più di 30 sono rimasti feriti. Immediatamente dopo aver ricevuto informazioni sui militari turchi colpiti, la parte russa ha intrapreso le misure per un completo cessate il fuoco da parte delle truppe siriane e si è assicurata l'evacuazione sicura dei militari turchi morti e feriti in Turchia. Il ministero della Difesa russo ha sottolineato che i velivoli delle forze aerospaziali russe non sono stati operativi in quest'area.

In precedenza oggi, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha affermato di aver chiesto al presidente russo Vladimir Putin di lasciare Ankara "uno contro uno" con le forze armate siriane nel conflitto ad Idlib. Erdogan ha anche affermato che il numero di soldati turchi uccisi in un attacco aereo dall'esercito siriano ad Idlib è aumentato a 36.

Tema:
Escalation ad Idlib (46)
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Hassan Rouhani, Recep Erdogan, Iran, Turchia, Idlib, crisi in Siria, Siria
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