04:28 31 Marzo 2020
Politica
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Nina Dyulgerova, professoressa del Dipartimento di Economia e Politica Internazionale dell'Università libera di Varna intitolata a Chernorizets Khrabar, ha parlato in un'intervista con Sputnik del possibile allargamento della Ue, del destino della Macedonia e dell'esistenza di rischi o meno per la Bulgaria a seguito delle armi russe in Serbia.

In precedenza, il Consiglio Atlantico della Bulgaria ha ripetutamente espresso preoccupazione per l'uso dei lanciamissili russi S-400 nelle esercitazioni in Serbia, così come per le consegne dei sistemi missilistici Pantsir-S1. L'organizzazione ha persino chiesto la revoca dell'autorizzazione per l'utilizzo dello spazio aereo bulgaro per le consegne di questi armamenti.

— Secondo lei, le armi russe in Serbia rappresentano un pericolo per la Bulgaria? Tali reazioni possono in qualche modo influenzare le relazioni tra i Paesi?

— È logico che il Consiglio Atlantico della Bulgaria esprima preoccupazioni per l'aumento degli equipaggiamenti militari russi in Serbia. È compito dei loro membri esprimere le proprie preoccupazioni. È curioso che non ci siano state dichiarazioni del genere quando la Turchia ha acquistato i lanciarazzi russi S-400, nonostante sia un membro della Nato, a differenza della Serbia.

Nel contesto del linguaggio politico, possiamo affermare che il dispiegamento di equipaggiamenti militari russi in Serbia costituisce una minaccia per la Bulgaria. Tuttavia la cosa importante non è cosa si dice, ma quello che succede. Nella pratica non ci sono cambiamenti nelle relazioni esistenti tra Sofia e Belgrado.

In un'intervista con il canale bulgaro Bstv, ha espresso l'opinione che l'allargamento dell'Unione Europea è terminato e che di fatto l'adesione alla Nato è più importante di quella all'Ue. Qual è allora, secondo lei, la sorte della Macedonia del Nord? Quale posto le sarà assegnato nell'Alleanza?

— Esistono sempre piani ambiziosi, ma fino a che punto è possibile la loro attuazione? La Nato, come l'Unione Europea, non è più quel tipo di organizzazione internazionale, la cui creazione e necessità di esistenza erano legate al confronto bipolare. Questo è un dato di fatto. L'allargamento orientale dell'Ue si è concluso con l'adesione della Croazia. L'azione politica e la retorica nei confronti dei Balcani occidentali, dove si trova la Macedonia del Nord, possono portare all'inizio del processo di integrazione nell'Ue, ma è probabile che la Macedonia del Nord e l'Albania ripetano il destino della Turchia, che ha iniziato questa procedura nel 1963. Non dobbiamo dimenticare che la vera espansione non può essere raggiunta solo attraverso lunghe dichiarazioni politiche di istituzioni europee di vari formati. L'attuale situazione non dà speranza di espansione verso i Balcani occidentali.

I leader dei principali Paesi dell'Ue non riescono a mettersi d'accordo sul bilancio comunitario. Inoltre, nell'anno in corso, incombono difficili negoziati sull'uscita della Gran Bretagna dall'Ue con molti interrogativi. In questa situazione è possibile commentare seriamente l'adesione di uno stato dei Balcani occidentali all'Ue?

Per quanto riguarda l'adesione della Macedonia del Nord alla Nato, il problema non è il desiderio, ma la mancanza di reali opportunità finanziarie per svolgere un compito così ambizioso. L'adesione all'Alleanza non significa tanto finanziare un nuovo membro della NATO, ma piuttosto che Skopje dovrà iniziare a pagare per aderire all'Alleanza Atlantica. Inoltre, quando si tratta di basi militari, in pratica si parla di basi americane, non della Nato. Resta attuale la frase del presidente francese Emmanuel Macron sulla "morte del cervello della Nato", che ha provocato polemiche. Negli ultimi anni la Nato non è stata presente nei focolai di conflitto come Siria, Iraq, Libia. L'ultima cosa che il segretario generale dell'Alleanza Atlantica ha proposto è stata quella di inviare rappresentanti della Nato in Iraq per addestrare l'esercito iracheno. Dove in pratica è presente la Nato come una vera potenza militare globale con cui devono fare i conti i Paesi belligeranti in diverse parti del mondo?

Per molto tempo l'Alleanza è stata presente nello spazio come entità politica che afferma di essere un fattore militare nei Balcani, ma non reagisce in quanto tale. Pertanto l'adesione di Skopje all'Alleanza significa alleanza con gli Stati Uniti e non con la Nato.

Sono scettica riguardo al dispiegamento di missili sul territorio della Macedonia del Nord come in Romania. Tendo a percepire l'eventuale base militare americana come una difesa contro la minaccia islamica, e non contro la Russia e la sua presenza militare in Serbia.

di Elena Mikhailova

Tags:
Geopolitica, Serbia, Russia, Europa orientale, Bulgaria, Balcani, Turchia, USA, Unione Europea, NATO, Macedonia
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