19:47 30 Marzo 2020
Politica
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Coronavirus, situazione in Italia (21 gennaio - 20 marzo) (447)
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I due "Mattei" intervengono nella polemica tra governo e regioni in difesa degli enti locali e del personale medico che ha fronteggiato i primi casi di contagio.

"Spero che prevalga il buon senso" dice Matteo Renzi, "in emergenza ci si aiuta non ci si fa la guerra". Queste sono le parole dell'ex premier che interviene nel botta e risposta tra governo e regioni riguardante la gestione dell'emergenza e l'inchiesta aperta sull'ospedale di Codogno dalla Procura di Lodi. 

Per il leader di Italia Viva "è assurdo litigare in momenti del genere". "Io per primo ho rinunciato alla discussione con il premier sulle note vicende delle scorse settimane", dice. E poi sulla diatriba tra Conte e Gallera invoca una "leale cooperazione istituzionale" nonostante la "confusione nell'attribuzione di competenza".

"Anche per questo eravamo intervenuti sul punto con la riforma costituzionale, poi fallita, di quattro anni fa. Ma, visto che non siamo riusciti a cambiare la Costituzione, c'è da sperare che il buon senso provveda, aggiunge Renzi. 

Il ringraziamento ai medici

Poi lascia sul suo profilo Facebook un ringraziamento ai medici, in particolare quelli dell'ospedale di Codogno, attualmente sotto la lente degli inquirenti e oggetto delle tensioni fra Governo e Regione Lombardia. 

"Vorrei che tutto il Paese - scrive in un post - senza eccezioni e senza polemiche, dicesse in queste ore il proprio GRAZIE ai medici, agli infermieri, al personale sanitario, ai volontari. A cominciare dai medici di Codogno e della Lombardia, da giorni in prima linea contro il #CoronaVirus".

Matteo Salvini si schiera senza se e senza ma in difesa dei medici e se la prende con il governo per l'inchiesta aperta dalla Procura. 
"Invece di essere apprezzati e ringraziati dal governo e dallo Stato per il loro impegno e sacrificio, medici e operatori sanitari vengono indagati. È una vergogna!!!!!", tuona in un tweet.

​Le misure economiche

Al centro delle preoccupazioni dei due leader ci sono le difficoltà economiche delle imprese e il rischio costituito sia dal procrastinarsi delle misure di quarantena, che dal crollo del settore turistico a causa del panico dilagato in maniera incontrollabile al di là del confine italiano. 

Per il capo della Lega non sono sufficienti le misure di Gualtieri, relative alla sospensione di tasse, cartelle esattoriali, mutui e bollette della luce. 

"Con le associazioni e i produttori - osserva Salvini - stimiamo un danno minimo per l'economia italiana non inferiore a 10 miliardi di euro. E 'zona rossa' è diventata ormai l'intero Paese, perché quello che contestiamo al governo è che alcuni provvedimenti riguardano 11 comuni italiani, ma in realtà Venezia è vuota, a Milano uno dei più grandi alberghi in centro ha un buco di centinaia di migliaia di euro in 5 giorni e nessuna delle due città è in zona rossa. Da lunedì ci sono migliaia di disdette a Madonna di Campiglio...Quindi che il governo si limiti a parlare di 11 paesi della provincia di Lodi è quanto meno riduttivo".

Dello stesso avviso Matteo Renzi, che mette in guardia sul fatto che il paese rischia "un disastro economico senza precedenti". Per questa ragione invoca "misure efficaci soprattutto per le piccole e medie imprese che rischiano di pagare un prezzo salatissimo". "Già dalla prossima settimana bisogna ripartire di corsa con l'economia - prosegue - non basterà un'aspirina, occorreranno misure fortissime perché gli errori di comunicazione hanno prodotto un danno enorme all'estero, oltre che in Italia". 

Tema:
Coronavirus, situazione in Italia (21 gennaio - 20 marzo) (447)
Tags:
Matteo Renzi, Matteo Salvini, Coronavirus, Italia
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