18:07 29 Settembre 2020
Politica
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Ankara non ha ancora implementato gli accordi sulla Siria raggiunti a Sochi più di un anno fa, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov in un'intervista andata in onda sul canale "Rossiya 1".

Come sottolineato dal portavoce del presidente russo, nei documenti firmati da Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan, c'è scritto che la Turchia avrebbe dovuto garantire l'allontanamento, la delimitazione e il ritiro delle armi pesanti dalla zona smilitarizzata di Idlib in Siria. Tuttavia i terroristi mantengono ancora le posizioni ad Idlib e continuano a ricevere supporto nella forma di munizioni, armi ed equipaggiamento militare, ha aggiunto Peskov.

Erdogan minaccia "azioni decise" in Siria

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato le intenzioni di Ankara di intraprendere "azioni più incisive" in Siria. In precedenza Erdogan aveva chiamato "guerra" quello che sta accadendo ad Idlib e aveva fatto sapere che la Turchia non lascerà la regione d'Idlib fino a quando il "regime siriano" non porrà fine all'aggressione contro la popolazione locale.

La situazione a Idlib

In conformità agli accordi raggiunti nel maggio 2017 da Turchia, Russia e Iran in Siria sono state create quattro diverse zone di de-escalation, tre delle quali sono passate nel 2018 sotto il diretto controllo di Damasco.

L'ultima di esse, invece, situata proprio in corrispondenza della provincia di Idlib, rimane al di fuori del controllo del governo di Bashar al-Assad ed è covo di diversi gruppi terroristi.

Alla fine dello scorso anno, le forze armate siriane hanno iniziato una nuova serie di operazioni militari ad Idlib, l'ultima roccaforte dei terroristi in Siria.

Tags:
crisi in Siria, Siria, Idlib, Turchia, Russia
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