06:18 05 Giugno 2020
Politica
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Alcune forze dell'establishment statunitense sono interessate al mantenimento dell'instabilità in Medio Oriente per "pescare in acque agitate", ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo Mikhail Bogdanov.

"A volte sembra che alcune forze dell'élite americana non siano interessate alla normalizzazione, ma al contrario alla destabilizzazione dell'area mediorientale. Con lo scopo di sfruttare l'incertezza politica ed i conflitti perenni, come si suol dire pescare in acque agitate. In questo contesto è da inquadrare l'uccisione di Soleimani che, per inciso, ha dato un contributo significativo alla lotta contro il terrorismo, in particolare alla sconfitta dell'Isis", ha dichiarato Bogdanov in un'intervista al settimanale greco To Vima.

D'altra parte, ha osservato Bogdanov, negli Stati Uniti si sentono dichiarazioni di altro genere, come ad esempio quando il presidente americano Donald Trump ha parlato in un discorso al Congresso della volontà di "porre fine alle guerre in Medio Oriente" e di ritirare o almeno ridurre la presenza delle forze armate statunitensi nei punti caldi.

"La realizzazione di questi piani migliorerebbe sicuramente la situazione nella regione", ha sottolineato Bogdanov.
Tags:
Diplomazia Internazionale, Politica Internazionale, Geopolitica, Medio Oriente, situazione in Medio Oriente, USA, Russia
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