16:53 28 Marzo 2020
Politica
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Il comandante dell'Esercito Nazionale Libico, il maresciallo Khalifa Haftar, si è recato in visita a Mosca giovedì 20 febbraio, dove ha incontrato il ministro della Difesa russo Sergey Shoigu.

A margine di questa visita Haftar ha raccontato in un'intervista con Sputnik se sia pronto o meno a fermare le operazioni militari in Libia, quali sono le condizioni per riprendere la sua offensiva sulla capitale Tripoli e se le sue forze hanno bisogno dell'assistenza militare russa.

— Il governo del premier al-Sarraj ha annunciato la sospensione dai colloqui di pace di Ginevra dopo che le forze dell'Esercito Nazionale Libico hanno bombardato il porto della capitale libica. Che commenti ha in merito?

— Il governo al-Sarraj non decide nulla. All'interno dipende da guerriglieri e gruppi terroristici; dall'esterno dipende dalla Turchia e dal Qatar. Al-Sarraj riceve ordini da Ankara e Doha. Questo governo non decide nulla da solo, la conferma di questo sono le dichiarazioni di Erdogan, in cui ha sottolineato la necessità per il governo di unità nazionale di ritirarsi dai colloqui di Ginevra.

— E' pronto ad un cessate il fuoco illimitato?

— Il cessate il fuoco dovrebbe essere il risultato di una serie di condizioni. Queste condizioni includono il ritiro dei mercenari siriani e turchi, l'interruzione delle forniture di armi da parte della Turchia a Tripoli, lo scioglimento ed il disarmo dei guerriglieri e dei gruppi terroristici, nonché l'accordo sull'istituzione di un governo nazionale che sarà approvato dal popolo libico e che prenderà decisioni basate sulla Costituzione.

— Cosa ha provocato il bombardamento del porto di Tripoli nello stesso momento in cui il comitato militare si riuniva a Ginevra e il ministro degli Esteri dell'Algeria era a Tripoli?

— Sfortunatamente la Turchia e il governo di al-Sarraj sfruttano cessate il fuoco temporaneo per schierare più mercenari siriani, soldati turchi, terroristi ed armi a Tripoli, via mare e via cielo. Si tratta di violazioni del cessate il fuoco e ci riserviamo sempre il diritto di rispondere. Abbiamo il diritto di resistere all'invasione turca, perché il nostro Paese è ora occupato dalle forze di uno Stato straniero. Il diritto internazionale ci garantisce questo diritto. Il bombardamento non ha nulla a che fare con la presenza del ministro degli Esteri dell'Algeria o con la riunione del comitato militare. Aderiamo alle condizioni, la risposta alle violazioni non significa che noi stessi l'abbiamo violato.

— L'esercito riprenderà l'offensiva su Tripoli alla luce dei recenti eventi? Riuscirà ad annunciare a breve che la capitale è passata sotto il controllo dell'Esercito Nazionale Libico?

— Come abbiamo già detto, la nostra pazienza si sta esaurendo per le regolari violazioni del cessate il fuoco da parte di gruppi e mercenari di Erdogan e al-Sarraj e del loro mancato rispetto degli obblighi assunti alla Conferenza di Berlino.

La crisi in Libia
© Sputnik . Andrey Stenin
Le nostre forze valutano la situazione a Tripoli, contatti con parti straniere e sono pronte a tutte le opzioni se la comunità internazionale ed i Paesi della Conferenza di Berlino non si assumono responsabilità per l'occupazione turca del nostro Paese.

Le Nazioni Unite, i Paesi del Consiglio di Sicurezza dell'Onu ed i Paesi della Conferenza di Berlino sono responsabili della sospensione del trasferimento di mercenari siriani e turchi e di varie armi che ogni giorno vengono portate a Tripoli dalla Turchia alla luce del sole senza vincoli. Si tratta di una violazione da parte di Erdogan e al-Sarraj degli impegni assunti alla Conferenza di Berlino. Non possiamo restare seduti e indifferenti. Se i negoziati a Ginevra non portano la pace e la sicurezza per il nostro Paese ed i mercenari non ritornano da dove sono partiti, allora naturalmente le nostre forze armate adempiranno ai loro doveri costituzionali e nazionali di proteggere i cittadini, la sovranità del Paese ed i suoi confini dagli invasori turchi e dalle ambizioni del "sognatore" Erdogan sulla Libia.

— L'Esercito Nazionale Libico accetterà il pattugliamento della linea di contatto dalla Ue per monitorare il cessate il fuoco?

— L'Unione Europea deve svolgere il proprio ruolo nel controllo della fornitura di armi ai mercenari e terroristi siriani e turchi portati a Tripoli attraverso la Turchia. Sosteniamo le operazioni di pattugliamento navale europeo che impediranno alla Turchia di continuare a fornire armi e trasportare mercenari a Tripoli.

Tags:
Recep Erdogan, Turchia, crisi in Libia, Libia, Khalifa Haftar
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