01:17 20 Settembre 2020
Politica
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L'autorità palestinese condanna i piani di Israele di costruire migliaia di unità abitative in due quartieri di Gerusalemme est, come annunciato dal premier Benjamin Netanyahu; lo ha fatto sapere il portavoce del presidente palestinese Nabil Abu Rdeineh.

"L'insistenza di Netanyahu per la costruzione di migliaia di unità abitative sul territorio palestinese distrugge la decisione di creare due Stati per due nazioni e implementa "l'accordo del secolo", cosa che rappresenta una violazione di tutte le risoluzioni internazionali", l'agenzia di stampa palestinese Wafa riporta le parole di Abu Rdeineh.

"Dal punto di vista del diritto internazionale, tutti gli insediamenti israeliani nei territori palestinesi sono illegali", ha aggiunto.

Abu Rdeineh ha sottolineato che Netanyahu sta cercando di ottenere i voti della destra nazionalista alla vigilia delle elezioni israeliane a scapito dei diritti dei palestinesi. "Ciò non porterà pace e stabilità, ma un aumento della tensione e della violenza nella regione", ha affermato Abu Rdeineh.

Ad inizio giornata Netanyahu aveva annunciato che Israele intende costruire 2.200 unità abitative aggiuntive nel distretto Har Homa a Gerusalemme est e circa 4mila abitazioni nel quartiere Givat HaMatos.

Entrambi i distretti - sia Har Homa che Givat HaMatos - si trovano dietro la cosiddetta "linea verde" che separa i territori ebraici dai territori arabi in Cisgiordania, cioè dal punto di vista del diritto internazionale, i lavori di costruzione annunciati si trovano all'interno di territori che avrebbero dovuto entrare far parte del futuro Stato palestinese.

I piani di costruzione sono stati annunciati due giorni dopo che l'organizzazione per i diritti umani Mir Today (Shalom Akhshav) aveva annunciato che il ministero degli Alloggi aveva presentato un piano per la costruzione di nuovi insediamenti all'amministrazione di Gerusalemme pari a 9mila unità abitative tra i distretti palestinesi di Kafr Aqab , Kalandia e Ar-Ram, tutti nella parte orientale della città. Gli attivisti per i diritti umani avvertono che questa decisione potrebbe essere "un altro colpo letale alla prospettiva di creare" due Stati per due popoli".

Le attività di insediamento nella Cisgiordania occupata e nell'annessa Gerusalemme est, dove vivono già circa 600.000 israeliani, sono considerate il nervo dolente nelle relazioni di Israele con la comunità internazionale e uno dei principali ostacoli nella ricerca della pace con i palestinesi, che percepiscono queste azioni come una politica di consolidamento dello Stato ebraico su territori conquistati.

Tags:
Benjamin Netanyahu, Cisgiordania, Medio Oriente, Israele, Palestina
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