04:06 05 Aprile 2020
Politica
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Gli abitanti di Kavala, nella Grecia settentrionale, sono sempre più preoccupati dalle visite sempre più frequenti, di rappresentanti ufficiali del governo e dell'amministrazione americana nella regione.

Al termine del consiglio comunale, il partito Coalizione popolare si è rivolto al sindaco, rivendicando spiegazioni e chiedendo di informare la popolazione circa gli scopi dei contatti con gli americani in corso.

Preoccupazioni e dibattiti si ampliano a Kavala dopo la visita nella scorsa settimana del console generale degli Usa Gregory W. Pfleger, del consigliere finanziario dell’Ambasciata degli USA Chip Laitinen e del direttore della U.S. International Development Finance Corporation Caleb Mc Carry.

I tre americani, secondo i media locali, hanno incontrato il sindaco della città Theodoros Mouriadis e i rappresentanti del Comitato organizzativo del porto della città con uno scopo di discutere la possibilità di investire nella regione.

Cosa vogliono gli americani a Kavala?

Secondo il consigliere comunale, rappresentante del partito "Coalizione popolare Christos Potolias, gli americani dopo aver ottenuto Alessandropoli, per motivi geopolitici, vorrebbero avere a disposizione anche Kavala. In primis, per l'assistenza alle operazioni della NATO e il dispiegamento delle forze dell’Alleanza nella regione. Oltre al fatto che sono stati scoperti depositi offshore del gas naturale nella regione, è importante anche il fatto che Kavala ha uno sbocco sul mare e un porto attraverso il quale è possibile controllare il flusso di merci nei Balcani.

"Gli americani lo hanno dichiarato numerose volte. Lo stesso signor Geoffrey R. Pyatt (l’ambasciatore degli USA in Grecia) durante le sue visite, in particolar modo ad Alessandropoli, ha detto che gli USA hanno l’interesse verso i porti delle città di Alessandropoli e Kavala, che considerano una risorsa per la modernizzazione geostrategica delle basi militari della NATO, che sono apparentemente necessari per accerchiare la “rivaleggiante” Russia. Con questo scopo intensificano le visite e incontrano sindaci e altri ufficiali dell’amministrazione comunale", ha sottolineato Potolias in un’intervista a Sputnik.

Secondo Potolias, "è chiaro che sono interessati al dispiegamento della NATO nella regione, nonché ad esercitare un controllo sui flussi di merci ed  energia nei Balcani".

"Il console generale degli Stati Uniti è arrivato qui accompagnato dal consigliere finanziario dell'ambasciata ed dal rappresentante della U.S. International Development Finance Corporation ed ha espresso l’interesse per il porto, nonché per il giacimento del gas naturale offshore, scoperto nella zona, dopo che qui è stato estratto il petrolio. Pertanto, esiste interesse nei settori dell'energia e dei trasporti. C'è un doppio interesse. Per quanto riguarda l'espansione della NATO nella regione, nel porto di Alessandropoli, da quanto sappiamo, le basi militari sono state ufficializzate, inizialmente dal governo SYRIZA, e successivamente dal governo attuale con la firma di un accordo aggiornato sulla cooperazione militare. Esercitazioni militari americane sono già in corso nella regione. Sono interessati anche alle attività commerciali del porto. Questa piega che hanno preso gli eventi è piuttosto invisa alla popolazione", ha spiegato.

"Tutte le informazioni sulle riunioni del sindaco sono state coperte dalla stampa. Ma esiste anche un consiglio comunale e noi, come rappresentanti della Coalizione popolare, abbiamo chiesto di riferirne in consiglio. Inoltre, il sindaco deve dirci se è vero e da quale ricerca si evince che i residenti della città sarebbero attratti da investimenti privati americani? Le persone vogliono solo lavorare. Questo non ha nulla a che fare con gli americani, che intendono ottenere il porto e il giacimento del gas naturale", ha concluso Potolias.

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NATO, Grecia
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