08:22 10 Aprile 2020
Politica
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Continua il braccio di ferro tra il premier Conte e il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, dopo le tensioni nate in seguito al mancato accordo sulla prescrizione.

Qualora non dovesse riuscire a trovare l'intesa con il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, dopo la crisi nata attorno al decreto prescrizione, il premier, Giuseppe Conte, potrebbe essere costretto a rassegnare le proprie dimissioni.

Ne sono convinti i renziani di Italia Viva, che hanno risposto in maniera piuttosto netta a Goffredo Bettini, del PD, il quale nelle scorse ore ha invitato il governo "a fare a meno di IV", cercando delle alternative tra i parlamentari "responsabili".

E intanto Renzi si gongola, almeno in privato, sostenendo che i continui attacchi a IV di questi ultimi giorni testimonierebbero il successo del progetto renziano:

"Più ci attaccano, più significa che abbiamo vinto", avrebbe detto l'ex sindaco di Firenze ai suoi, lontano dalle telecamere e da altri occhi indiscreti.

Pubblicamente, tuttavia, l'ex premier invita alla calma e alla pazienza, i suoi, citando su Facebook Confucio:

"La pazienza è potenza. Ci vuole pazienza per sopportare le fake news di questi giorni. Ma noi ne abbiamo tanta: il gelso diventerà seta", ha scritto Renzi dal Pakistan, dove si trova in questo momento in vacanza.

Possibili sviluppi della crisi

Nel frattempo, nonostante le dichiarazioni piuttosto sicure dei renziani indiscrezioni parlano di possibili crepe all'interno di IV, con almeno cinque o sei senatori che sarebbero a rischio permanenza in caso di braccio di ferro con Conte.

Tra questi, Gelsomina Vono, Donatella Conzatti, Giuseppe Cucca, Eugenio Comincini e Leonardo Grimani i quali, almeno per il momento, hanno escluso la possibilità di voler ritornare all'ovile, cioè al PD, oppure di voler fornire appoggio esterno al governo giallorosso, fuoriuscendo da IV.

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