21:14 05 Luglio 2020
Politica
URL abbreviato
231
Seguici su

Monta la polemica all'interno della maggioranza sul lodo Conte-bis: Renzi minaccia la crisi di governo, qualora il decreto verrà approvato.

Qualora venisse presentato un decreto o un emendamento sulla prescrizione, Matteo Renzi e Italia Viva potrebbero chiedere la sfiducia per il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, aprendo di fatto una crisi di governo.

A riferirlo è lo stesso ex premier in un post su Facebook, gettando nel caos la maggioranza che dunque rischia di trovarsi ad un bivio: cedere alle pressioni dell'ex sindaco di Firenze o andare avanti per la propria strada, rischiando però di perdere il vantaggio numerico in Parlamento.

Il leader di IV ha poi voluto negare le insinuazioni che avrebbero voluto il suo partito partito pronto a scendere ad ogni tipo di compromessi pur di restare al governo:

"Si tengano le loro poltrone, noi ci teniamo i nostri valori. Sui diritti dei cittadini non si fanno pasticci da azzeccagarbugli. A testa alta", ha proseguito l'ex premier", ha concluso.

A sostegno di Renzi è poi intervenuta anche il ministro delle politiche agricole Teresa Bellanova, la quale ha ammesso che il governo, insistendo "sulla prescrizione così com'è, rischia"

Dura reazione del PD

Alle dure parole di Renzi, hanno risposto Francesco Boccia e Dario Franceschini, ambedue facenti parte del Partito Democratico.

Il primo ha invitato l'ex premier a non abusare "del senso di responsabilità e della pazienza del Partito democratico", sottolineando lo sforzo da parte del segretario Nicola Zingaretti di trasformare "il PD nel partito che si è messo sulle spalle le responsabilità maggiori per ricucire il Paese nei numerosi strappi, anche sociali, alimentati in questi anni dalla Lega e dai nazionalisti".

Per Franceschini, invece, le parole di Renzi sarebbero da intendersi come una minaccia per tutto il governo:

"Se un partito di maggioranza minaccia di sfiduciare un ministro, sta minacciando di sfiduciare l'intero governo", ha chiarito il ministro dei Beni Culturali

Il lodo Conte-bis

Il lodo Conte-bis va a intervenire sul meccanismo della prescrizione e va ad inserirsi nella più ampia riforma del processo penale.

Come spiegato dal ministro Bonafede, dopo la sentenza di primo grado, è prevista una distinzione tra assolti e condannati. Per i condannati c’è l’interruzione della prescrizione. Quindi per i condannati non c’è più la possibilità che ci sia la prescrizione in appello. Per gli assolti, invece, avviene una sospensione breve per garantire un tetto e consentire lo svolgimento del processo di appello.

Per quanto riguarda il secondo grado, se dopo il processo di appello chi era stato condannato in primo grado viene assolto, questi recupera i termini di prescrizione. Anche se assolto, ci sarà una sospensione breve della prescrizione per consentire l’impugnazione in Cassazione

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook