05:31 11 Agosto 2020
Politica
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Una commissione interdipartimentale del governo serbo formata un anno e mezzo fa, che avrebbe dovuto studiare le conseguenze dei bombardamenti del 1999, di fatto non ha iniziato i lavori: si è svolto solo un incontro.

I membri di questa commissione hanno condiviso con Sputnik i loro sospetti, sul fatto che la Serbia abbia subito pressioni dall'esterno per scongiurare la verità sulle conseguenze dell'aggressione della Nato.

Il sito web del governo serbo aveva annunciato l'accordo tra il ministero della Protezione Ambientale, il ministero della Difesa, il ministero della Sanità e il ministero dell'Istruzione, della Scienza e dello Sviluppo Tecnologico, in base a cui è stato istituito un organo comune per certificare gli effetti dei bombardamenti della Nato sulla salute della popolazione e sull'ambiente il 12 giugno 2018.

Goran Trivan, ministro della Protezione Ambientale, nominato coordinatore del nuovo organo, ha dichiarato in onore della sua istituzione che la Serbia è obbligata di fronte ai suoi cittadini a determinare la verità in relazione all'aggressione della Nato, in quanto è una questione sul futuro del Paese.

Tuttavia la commissione governativa solennemente annunciata non ha mostrato molta attività da allora, come confermato da uno dei suoi membri, il generale in congedo Slobodan Petkovic ed il medico Zorka Vukmirovic. C'è stato solo un incontro in un anno e mezzo.

Tra le altre cose, secondo la dottoressa interlocutrice di Sputnik, ai membri della commissione era stato chiesto di mantenere lo stretto riserbo durante i lavori. Alcuni partecipanti non volevano accettare quest'obbligo, sottolineando che lo scopo del loro lavoro era di far conoscere al pubblico i fatti e non nasconderli. La Vukmirovic afferma che la discussione sulla segretezza è rimasta l'unica questione sollevata dalla commissione in un anno e mezzo.

Nessuna reazione del premier

"I partecipanti all'iniziativa per stabilire le conseguenze degli attacchi della Nato hanno ripetutamente fatto appello al premier con proposte per aumentare l'efficienza della commissione interdipartimentale e, soprattutto, hanno indicato che il governo dovrebbe esplicitamente approvare l'accordo inter-dipartimentale firmato e la composizione della commissione. Finora non è stato fatto questo", ha affermato la Vukmirovic.

Secondo Petkovic, che guidava difesa atomico-biologica-chimica delle forze armate della Repubblica federale di Jugoslavia durante i bombardamenti, da un punto di vista legale formale la commissione non è ancora formata, perché la sua istituzione non è certificata da un decreto del governo.

Fattore esterno

Petkovic attira l'attenzione sul fatto che i membri della commissione dovevano firmare un documento in cui affermava che dovevano mantenere segrete tutte le informazioni accertate durante l'inchiesta. Quelli che non volevano lavorare segretamente dicevano di non avere il diritto di ingannare le persone e di agire nell'interesse di coloro che ci hanno lasciato questa "eredità", per cui così tante persone potrebbero ammalarsi.

Petkovic ritiene che questa particolare iniziativa sulla segretezza porterà al fatto che la commissione non lavorerà in seguito.

L'interlocutore di Sputnik suggerisce che le forze che hanno bombardato la Serbia ora esercitano una forte pressione su Belgrado, per cui l'iniziativa per far luce sulle conseguenze dell'aggressione della NATO si è fermata.

Petkovic ricorda che la creazione della commissione è stata promossa dai migliori scienziati serbi: la scienza può e deve trovare le risposte a tutte le domande, ma per questo è necessaria la volontà politica.

Tags:
Giustizia, Occidente, NATO, Balcani, Kosovo, Serbia
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