02:41 27 Ottobre 2020
Politica
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Il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha nuovamente accusato Mosca, Teheran e Damasco di aver peggiorato il contesto in Siria dopo l'attacco subito dai militari turchi nella provincia di Idlib.

Il ministero della Difesa turco aveva dichiarato nella giornata di ieri che cinque militari turchi e un civile erano rimasti uccisi in un bombardamento delle forze governative siriane ad Idlib. Successivamente il presidente turco Tayyip Erdogan aveva parlato di cinque vittime tra i militari e tre civili uccisi.

"Gli Stati Uniti condannano ancora una volta gli attacchi ingiustificati e spietati contro i civili ad Idlib da parte del regime di Assad, Russia, Iran e Hezbollah. L'attacco del 3 febbraio da parte delle autorità siriane contro le postazioni turche è una grave escalation e il proseguimento degli attacchi contro i civili, operatori umanitari e le infrastrutture", afferma una dichiarazione di Pompeo rilasciata dall'ufficio stampa del Dipartimento di Stato.

Secondo il capo della diplomazia americana, "le brutali azioni del regime di Assad, della Russia, del regime iraniano e di Hezbollah impediscono direttamente l'instaurazione di un cessate il fuoco nel nord della Siria".

"Gli Stati Uniti sostengono pienamente il diritto all'autodifesa della Turchia", ha aggiunto Pompeo.

Erdogan getta acqua sul fuoco

Il presidente della Turchia ha dichiarato nella giornata di oggi che Ankara non ha intenzione di aggravare le relazioni con la Russia per la situazione nella provincia siriana di Idlib. 

"Non ci serve entrare in un conflitto o in una grave contrapposizione con la Russia in questa fase. Abbiamo progetti strategici, come Turkish Stream e la centrale nucleare di Akkuyu. Non ci sono discorsi sul fatto che rinunceremo al sistema di difesa aerea S-400. Ci siederemo e discuteremo di tutto", ha dichiarato il capo di Stato turco.

La situazione nella provincia di Idlib

In adempienza agli accordi raggiunti nel maggio 2017 da Turchia, Russia e Iran in Siria sono state create quattro diverse zone di de-escalation, tre delle quali sono passate nel 2018 sotto il diretto controllo di Damasco.

L'ultima di esse, invece, situata proprio in corrispondenza della provincia di Idlib, rimane al di fuori del controllo del governo di Bashar al-Assad ed è covo di diversi gruppi terroristi.

L'esercito siriano ha iniziato una nuova serie di operazioni militari ad Idlib, l'ultima roccaforte dei militanti terroristi in Siria, alla fine dello scorso anno. Damasco ha dichiarato che liberare l'area è essenziale per porre fine alla guerra civile.

Il 28 gennaio le truppe siriane hanno ripreso il controllo su Maarat al-Numan, centro strategico nella provincia di Idlib.

Tags:
Medio Oriente, Iran, Russia, Turchia, Idlib, Siria, crisi in Siria, USA, Mike Pompeo
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