00:12 06 Dicembre 2020
Politica
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La Turchia non ha intenzione di aggravare le relazioni con la Russia per la situazione nella provincia siriana di Idlib; i presidenti di Russia e Turchia potrebbero avere una conversazione telefonica nella giornata di oggi, ha affermato il capo di Stato turco Tayyip Erdogan.

In precedenza, il presidente turco Tayyip Erdogan ha dichiarato che cinque militari e tre civili erano rimasti uccisi nei bombardamenti delle forze governative siriane ad Idlib.

"Non ci serve entrare in un conflitto o in una grave contrapposizione con la Russia in questa fase. Abbiamo progetti strategici, come Turkish Stream e la centrale nucleare di Akkuyu. Non ci sono discorsi sul fatto che rinunceremo al sistema di difesa aerea S-400. Ci siederemo e discuteremo di tutto. Oggi posso chiamare Putin", ha detto Erdogan ai giornalisti turchi a bordo dell'aereo, tornando dopo una visita a Kiev. Le sue parole sono riportate dal giornale Sabah.

Inoltre il presidente turco ha sottolineato che i militari turchi non lasceranno le postazioni d'osservazione ad Idlib, ma al contrario le rafforzeranno.

"Non permetteremo una nuova guerra e una nuova ondata di profughi, abbiamo informato la parte russa", ha concluso.

Nella notte tra il 2 e il 3 febbraio l'esercito turco è finito sotto il fuoco delle forze governative siriane a Idlib. In seguito a tale evento le forze turche hanno risposto con veemenza, sferrando numerosi attacchi di artiglieria che, supportata dall'aviazione, avrebbe causato 76 vittime tra le fila di Damasco.

Nelle scorse ore il presidente Erdogan ha riferito che le operazioni militari a Idlib andranno avanti, mentre la Russia ha spiegato che l'incidente si sarebbe prodotto a causa della mancata notifica da parte dei turchi delle proprie manovre della regione, come previsto dagli accordi di Astana del 2017.

La situazione nella provincia di Idlib

In adempienza agli accordi raggiunti nel maggio 2017 da Turchia, Russia e Iran in Siria sono state create quattro diverse zone di de-escalation, tre delle quali sono passate nel 2018 sotto il diretto controllo di Damasco.

L'ultima di esse, invece, situata proprio in corrispondenza della provincia di Idlib, rimane al di fuori del controllo del governo di Bashar al-Assad ed è covo di diversi gruppi terroristi.

L'esercito siriano ha iniziato una nuova serie di operazioni militari ad Idlib, l'ultima roccaforte dei militanti terroristi in Siria, alla fine dello scorso anno. Damasco ha dichiarato che liberare l'area è essenziale per porre fine alla guerra civile.

Il 28 gennaio le truppe siriane hanno ripreso il controllo su Maarat al-Numan, centro strategico nella provincia di Idlib.

Tags:
Geopolitica, Diplomazia Internazionale, Politica Internazionale, Idlib, Siria, crisi in Siria, Russia, Turchia, Recep Erdogan
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