20:12 07 Aprile 2020
Politica
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Con una lettera al premier Conte pubblicata su Repubblica, le sardine chiedono un dialogo con il governo e presentano tre "nodi da sciogliere": sud, sicurezza e dignità.

Un movimento di popolo, una moltitudine irriducibile attraversata da diverse anime, ma con un comune denominatore: i valori della carta costituzionale. Con questi termini le Sardine, il movimento che da qualche mese egemonizza le piazze di tante città d'Italia, si presenta al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in una lettera aperta pubblicata dal quotidiano La Repubblica firmata "6000Sardine". 

Con "un po' di empatia" e "cura per le parole" si è creato un "nesso comunicativo" intergenerazionale, impensabile per "una cittadinanza che si sentiva naufraga in una burrasca di tweet", prosegue la lettera.

"Non chiediamo riconoscimenti ma ascolto: abbiamo orecchie, occhi e cuori sparsi per l’Italia e tante storie da raccontare che varrebbe la pena concedersi il tempo di ascoltare" specificano le sardine. 

"Noi siamo la piazza"

Dopo un lungo periodo di scollamento tra i partiti e gli elettori, le sardine si annunciano come forza politica, come il movimento che ha riportato alla partecipazione migliaia di cittadini delusi e che ha di nuovo riempito le piazze del centrosinistra. 

"Non siamo un partito - precisano - e neanche un governo ma quella connessione che la politica va cercando da decenni e quell’abbraccio che per troppo tempo è mancato tra noi italiani. Siamo il ritorno alla partecipazione, ma non presentiamo conti da saldare. Abbiamo però un obiettivo: intendiamo arrivare dove gli slogan del populismo rischiano di ingannare gli elettori di oggi per poi generare i delusi di domani".

"Chiediamo risposte alla politica"

Le sardine chiedono al governo una interlocuzione.  

"Capiamo l'attenzione delle politica parlamentare, ma - scrivono ancora - abbiamo bisogno di risposte e non di attestati di simpatia". "Ci fidiamo forse più di noi stessi che della classe politica  - aggiungono - eppure siamo pronti a metterci in discussione perché crediamo nel processo di riavvicinamento che abbiamo intrapreso. Ma sappiamo bene che tutto ciò non dipende solo da noi cittadini". 

L'agenda delle Sardine: Sud, Sicurezza, Dignità

Alla fine arriva la proposta del movimento al premier Conte: "Noi di reti ci riteniamo abbastanza esperti e ci piacerebbe trovare con lei i fili giusti per tessere percorsi e provare a sciogliere nodi", scrivono. 

Il primo nodo che le sardine sottopongono al presidente del Consiglio è il sud, "un filo un po' maltrattato, con la sua dignità, che aspetta di diventare rete" si legge nella lettera. Un sud dilaniato dalla fuga degli autoctoni e dall'assenza di opportunità. 

Il secondo nodo è la sicurezza, non declinata come protezione dei confini, specifica il movimento, ma "sicurezza di un lavoro e sul lavoro, sicurezza di assistenza sanitaria, sicurezza di accesso a un'istruzione di qualità". 

Il terzo nodo, proseguono le sardine, è la dignità della democrazia, "quell'arteria vitale che ogni giorno collega libertà a rispetto delle regole. 

Un occhio per l'ambiente

Nella lettera si fa menzione della questione ambientale. "Saremo i primi a rinunciare a un'automobile se ci verrà proposta un'alternativa credibile, scrivono ancora le sardine a Conte. 

La proposta a Conte

"Potremo essere il popolo che avete sempre voluto se riuscirete a dare corpo alla politica che abbiamo sempre sognato". "Non ci presentiamo a Lei - concludono - nelle vesti di oracoli ma ci conceda, per un giorno, di sentirci come Ermes. Smettiamola di considerarci solo come elettori e politici. Iniziamo a onorare i nostri ruoli di cittadini e amministratori. Ognuno faccia la sua parte ma torniamo a dialogare. Crediamo possa essere questo il primo nodo da sciogliere, il primo passo verso un'Italia migliore".

Tags:
Giuseppe Conte, Italia
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