22:38 27 Febbraio 2020
Politica
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Il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha definito le trattative con il P5+1 (i cinque paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU più la Germania, firmatari dell’Accordo sul nucleare iraniano del 2015) l’unica via di riavviare i negoziati con gli Stati Uniti.

“L’unica possibile via per il negoziato sono le trattative con il P5+1. Inoltre, è necessario un risarcimento all’Iran per i danni subiti”, ha scritto il diplomatico iraniano in un post su Twitter, riferendosi alle perdite economiche dovute alle sanzioni imposti al Paese da parte degli Stati Uniti.

Zarif ha anche osservato che è stato il presidente americano Donald Trump a ritirarsi dall’Accordo sul nucleare.

Secondo il ministro iraniano, Trump spera ancora in un incontro bilaterale per ascriversi il merito di risolvere la controversia sul nucleare imponendo le proprie condizioni:

“Donald Trump ancora sogna un incontro bilaterale per soddisfare la sua brama di un “Trump Deal. E’ un pensiero illusorio”, ha scritto Zarif.

Accordo sul nucleare iraniano del 2015 (JCPOA)

Il JCPOA è stato firmato nel 2015 da Iran, Cina, Francia, Germania, Russia, Regno Unito, Stati Uniti, insieme all'Unione Europea. L'Iran avrebbe dovuto ridimensionare il suo programma nucleare e ridurre drasticamente le proprie riserve di uranio in cambio dell’annullamento delle sanzioni. Tuttavia, nel 2018 il presidente americano Donald Trump ha annunciato il ritiro unilaterale dall'accordo, avviando la strategia di nuove, rigide, sanzioni nei confronti dell’Iran.

Ritiro degli USA dall’Accordo sul nucleare iraniano

L’8 maggio 2018 il presidente Donald Trump ha ritirato unilateralmente il suo Paese dal piano d'azione globale congiunto sul nucleare ed ha imposto a più riprese diversi pacchetti di sanzioni economiche all'Iran. Questo ha segnato una nuova strada per deterioramento nelle relazioni bilaterali tra Washington e Teheran. Secondo Trump il JCPOA “non avrebbe mai portato pace” nel Medio Oriente. Inoltre il capo di stato americano ha numerose volte criticato il suo predecessore Obama per aver firmato l’Accordo.

L'omicidio di Soleimani

Una ulteriore escalation nelle relazioni tra Iran e USA si è registrato lo scorso 3 gennaio, quando il comandante della Guardia Rivoluzionaria islamica, Qasem Soleimani, è stato ucciso da un raid americano eseguito con l'ausilio di droni mentre si trovava in missione diplomatica a Baghdad.

L'atto, definito da Teheran "terrorismo di stato", è stato condannato anche da diversi volti della politica internazionale e ha suscitato la veemente reazione di Teheran, che l'8 gennaio ha risposto con degli attacchi missilistici su tre basi americane situate in Iraq.

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USA, Iran
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